BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |

Esteri

PAPA/ Dietro l’attacco alla Chiesa ci sono anche questioni di potere?

Benedetto XVI (Imagoeconomica)Benedetto XVI (Imagoeconomica)

Ma per i cattolici è diverso parlare del Papa o delle sue dimissioni, come alcuni giornali hanno fatto: essa è una questione religiosa. Su questo tema forse è opportuno fare un’ulteriore distinzione. Se qualcuno ha problemi con una fede religiosa o con un’altra è giusto che sollevi il problema prendendolo di petto: cosa va o cosa non va, nell’induismo, nel buddismo, nell’islamismo, o nel cristianesimo nelle sue varie forme e divisioni o nei vari colori del materialismo. Per il resto è giusto rispettare le diverse fedi che toccano tanto profondamente la sensibilità di ogni uomo.

Il passato delle guerre, dei conflitti, dei mutui insulti per la religione e intorno alla religione non è mai passato e forse, come le molestie sessuali, mai passerà. Però è giusto ricordarci tutti che non è così che le questioni religiose vanno affrontate perché così si offende la sensibilità di tanta gente che in quelle religioni ci crede più che in ogni altra cosa.

In altre parole, e senza troppi giri di parole: offendere il Papa con illazioni o accuse sulle molestie sessuali offende la sensibilità di milioni di cattolici, e questa offesa non è giusta per un principio umano di base: che non è giusto insultare la gente. Possiamo credere o meno nella sacralità del Papa, ma questa è un’altra storia che va affrontata di per sé e non attraverso rimbalzi di illazioni terze.

 

Questa triangolazione di intenti è dovuta forse a dabbenaggine, a puerilità, o forse anche a intenzioni contrarie alla Chiesa cattolica. I processi alle intenzioni sono comunque sterili. E qui si apre ancora una biforcazione, che porta una alla società americana, l’altra al confronto sempre più intenso tra mondo occidentale e mondo islamico.

Del resto una società come quella americana, dove lo scandalo delle molestie è nato, affronta sfide forti e radicali nel prossimo futuro, compresa quella profondissima della sua identità. In America il 25 per cento della popolazione riceve una prima educazione cattolica. Inoltre il grande flusso di emigrazione oggi arriva dall’America latina ed è di educazione cattolica. Il cattolicesimo già oggi è la singola maggiore religione degli Usa, ma potrebbe diventare quella di maggioranza assoluta tra un decennio o due viste le nuove tendenze demografiche. Il risultato è che il Paese fondato da puritani protestanti potrebbe diventare a maggioranza “papista”, cioè cattolico. È il rischio di una profonda trasformazione del Paese, della sua identità e anche del credo e dell’orientamento di gruppi oggi dominanti nel Paese che cattolici non sono.

 

Clicca >> qui sotto per continuare l’articolo