BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |

Esteri

SCENARIO/ Riusciranno la Cina e l’Italia ad "incontrarsi" all’Expo di Shangai?

cina_shanghai_notteR375.jpg(Foto)

L’imperatore accetta i doni straordinari che gli offrono Ricci e il suo compagno Pantoja, particolarmente un orologio meccanico, di cui ordina che i matematici di corte apprendano il funzionamento. Inizia una collaborazione in campo scientifico, specie astronomico, matematico e geografico che porta Ricci ad essere nominato mandarino e dotato di un appannaggio statale. Nei successivi dieci anni fino alla morte, avvenuta all’età di 57 anni, si intrecciano le attività scientifiche e letterarie con quelle missionarie e teologiche, che rimangono lo scopo preminente e definitivo di Ricci. Se le conversioni al Cristianesimo restano rare, i frutti ottenuti sono di grande importanza: l’apertura della Cina allo straniero, la benevolenza dell’imperatore che consentirà, per la prima volta nella storia, la sepoltura di uno straniero in terra cinese e, soprattutto, la definizione di un metodo di evangelizzazione del tutto indipendente dal potere impositivo di una forza esterna, civile o coloniale, ma basato solo sulla corrispondenza tra esigenze della ragione e annuncio evangelico.

 

Non interessa qui approfondire i successivi sviluppi della missione dei gesuiti, né la “questione dei riti” che portò anche alla sconfessione del metodo ricciano, di cui nemmeno la mostra si occupa; ci basta riprendere il tema della possibilità di dialogo tra mondi così lontani come Occidente e Cina, avvicinati solo apparentemente dalla globalizzazione. Non c’è dubbio che la Cina, almeno nella sua parte evoluta (istituzioni politiche, dirigenti, industriali, banchieri, scienziati) “conosca” l’Occidente. Non sarei altrettanto sicuro che lo “capisca”, che voglia capirlo, nel senso di confrontare veramente i valori ispiratori di ambedue e cercare un tessuto comune. Ma sono ancor più certo che l’Occidente non conosce abbastanza la Cina, né quella storica, né quella attuale e non ha quindi le basi intellettuali per capirla. Forse non ne ha nemmeno l’interesse, se il giudizio sommario è quello di “gente che ci copia, che fa concorrenza sleale, che non rispetta i diritti umani, eccetera, ma sono troppi e troppo forti e quindi bisogna andarci d’accordo, costi quel che costi”.

 

Clicca >> qui sotto per continuare l’articolo sull’Expo di Shangai