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ELEZIONI/ 1. Il fantasma di Blair pesa sulle teste di Cameron e Brown

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Questo dovrebbe servire da lezione al nuovo Primo Ministro, da qualunque parte esso provenga. Se toccherà ancora a Gordon Brown, per lui sarebbe logico riprendere il percorso iniziato da Tony Blair e continuare quindi la riforma laburista in direzione post-ideologica. Se la spunterà Cameron, questi avrà il sacrosanto diritto-dovere di dare risalto ai propri capisaldi, dalla difesa della famiglia ad una nuova politica migratoria.

 

Allo stesso tempo in campo economico dovrà dar seguito al proclama di combattere "l'ossessione" del governo laburista per il "Grande Stato", dimostrando davvero di essere lui il vero erede del new labour blairiano. L’auspicio è che il leader conservatore si renda conto del fatto che combattere in maniera sterile e preconcetta contro l’Unione europea sarebbe un gravissimo errore, nonostante le difficoltà oggettive che stiamo attraversando.

 

Ma proprio per questo è fortissimo il bisogno del contributo britannico per un rilancio di un progetto del quale fanno parte da quasi quarant’anni. Cameron deve insomma capire che la spinta dei “tories”, soprattutto sul tema dell’identità e della solidarietà, può diventare decisiva per tutti. In questo senso riapriremo a breve un tavolo di confronto con i gruppi di pensiero legati ai conservatori che li conduca ad una riconciliazione con il Partito Popolare europeo.



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