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MAREA NERA/ Asciugoni giganti, palline da golf e pelo di Alpaca: su Facebook le soluzioni per fermare il petrolio

Pubblicazione:mercoledì 12 maggio 2010

L'incendio della piattaforma (Foto: Ansa) L'incendio della piattaforma (Foto: Ansa)

 

Soluzioni fantasiose, cui Bp potrebbe ricorrere dopo il drammatico fallimento di tutti i suoi tentativi di tappare la falla e bloccare la fuoriuscita. Da una parte i solventi, che però sono accusati di creare un ulteriore danno all’ambiente. Dall’altra l’incendio controllato delle chiazze di petrolio, che è servito finora a bruciare l’equivalente di cinquemila barili di greggio. Ma cui non si può ricorrere quando l’acqua è agitata e c’è vento, come in questi giorni. Le barriere galleggianti di gomma, invece, si sono rivelate poco adatte in mare aperto, perché dopo un po’ sono trascinate via dalle correnti.

 

E dunque le autorità locali delle città sulla costa americana sono subito corse ai ripari, tentando di risolvere il problema con espedienti improvvisati, come sacchi di terra e sabbia e balle di fieno. Mentre il governatore della Louisiana, Bobby Jindal, ha proposto di costruire al largo una barriera di isole artificiali, dragando il fondo del Mississippi e dei suoi affluenti. Anche se il massimo dell’originalità è stato raggiunto da Thad Allen, “national incident commander” e numero uno della Guardia costiera americana. Allen, forse in un tentativo di imitare l’humor del più famoso omonimo Woody, ha proposto di “iniettare nella conduttura rifiuti plastici, sostanze come pezzi di pneumatico e palle da golf”. Sparando la spazzatura a tutta forza nella condotta sottomarina, nella speranza di intasarla come un banale lavandino.

 

(Pietro Vernizzi)

 

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