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SCENARIO/ L’atomica ai terroristi? Ecco perché l’incubo di Obama abita in Pakistan

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Per il Pakistan conseguire l’atomica significa pareggiare i conti con l’India protagonista già negli anni ’70 dei primi test nucleari. A regalargliela ci pensa Abdul Qader Khan. Nel 1974 il futuro padre dell’atomica pakistana, appena assunto in uno stabilimento olandese per l’arricchimento dell’uranio, non esita a trafugare i segreti nucleari dell’Occidente. Quello scippo segna l’inizio di un’affascinante e complessa spy story lunga 30 anni nel corso della quale le spie di Islamabad befferanno ripetutamente l’Occidente, sottraendogli tecnologie e componenti nucleari. 

 

Abdul Qader Khan e le spie di Islamabad non si accontentano di regalare la bomba atomica al proprio paese. Mentre mettono a punto le proprie testate atomiche ne rivendono i segreti all’Iran e alla Corea del Nord. Solo un’operazione segreta messa a segno nel porto di Taranto da Cia e 007 inglesi con la collaborazione del servizio segreto italiano costringono Gheddafi ad ammettere che lo Stranamore pakistano A. Q Khan sta vendendo anche a lui piani e tecnologie nucleari. Lo snodo pakistano è cruciale anche per la nascita del terrore fondamentalista. Con il ritiro sovietico il Pakistan si ritrova a controllare un immenso arsenale e un’internazionale islamica indispensabile per alimentare il conflitto del Kashmir e controllare il vicino Afghanistan. Così sono i servizi segreti pakistani a creare e manovrare i talebani e sono sempre i servizi segreti di Islamabad a garantire il passaggio in Afghanistan di Osama Bin Laden alla metà degli anni ’90.

 

Quell’appoggio fin troppo evidente continua fino al 2001 quando - all’indomani dell’11 settembre - gli Stati Uniti chiedono al Pakistan di scegliere tra una nuova alleanza e un ritorno all’età della pietra. La minaccia americana induce il generale Pervez Musharraf a riavvicinarsi all’America e a disfarsi di quelle componenti dei servizi segreti più colluse con Al Qaida e talebani. Ma è una mossa di facciata. Gli esponenti dei servizi segreti costretti alle dimissioni si trasformano nei manovratori di quegli apparati deviati che continuano a collaborare con Al Qaida, dare ospitalità ad Osama Bin Laden, garantire appoggi ai terroristi attivi nel Kashmir indiano e vanificare i tentativi americani di mettere le mani sui capi del terrorismo.

 

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