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UCRAINA/ Un passo verso Bruxelles, due verso Mosca

Pubblicazione:venerdì 14 maggio 2010

Foto Ansa Foto Ansa

Le conseguenze dell’accordo sul processo d’integrazione europea e sull’adesione NATO

Sebbene dettato prevalentemente da necessità economiche, l’accordo russo-ucraino non potrà non avere ripercussioni politiche nelle relazioni tra Ucraina, Unione Europea e Stati Uniti d’America. Nonostante nella sua visita a Bruxelles Yanukovich non abbia definitivamente smentito l’ipotesi dell’ingresso ucraino nella Nato, una simile possibilità risulta oggi impraticabile.

 

Con la firma del 21 aprile Kiev ha assicurato al Cremlino il controllo per il prossimo quarto di secolo di tutta l’area settentrionale del Mar Nero, un vantaggio geostrategico di certo non indifferente. A riguardo basti pensare che le operazioni militari condotte nel 2008 dalle forze armate della Federazione contro la Georgia hanno goduto per tutto il loro svolgimento dell’importante supporto logistico della base di Sebastopoli.

 

Non meno pregiudicato risulta il cammino del Paese verso l’adesione all’Unione Europea. A tal proposito va segnalato che ancor prima delle elezione di gennaio l’agenda dei responsabili per l’allargamento alla Commissione Europea (Olli Rehn fino al 2009 e in seguito il ceco Stefan Füle) sembrava aver messo in disparte l’ipotesi di una candidatura ucraina nel breve termine.

 

La crisi economica e un sovraffollamento nelle candidature avevano da tempo suggerito a molti dei Paesi membri, Germania in primis, una politica dell’allargamento decisamente più cauta. Già nel 2008 le speranze di Jusshenko di vedere il suo Paese rappresentato a Bruxelles entro il 2017 erano state ridimensionate alla creazione di una più modesta Eastern Partnership.

 

Il partneriato, fortemente voluto dalla diplomazia polacca e da quella svedese, ha ad oggi il solo compito di favorire il dialogo tra Bruxelles e le Repubbliche europee dell’ex-Urss, Russia esclusa; non disponendo di strutture autonome e permanenti né di un segretariato le sue capacità e la sua influenza sul processo di allargamento dell’Ue risultano estremamente limitate.

 

Conclusioni

L’elezione di Yanukovich e l’immobilismo dei Ventisette di fronte al dissesto economico-finanziario che ha colpito il Paese hanno senza dubbio indebolito l’euro-entusiasmo della classe dirigente e dell’opinione pubblica ucraina. Tuttavia leggere gli eventi degli ultimi mesi quali inequivocabili segnali di uno stabile riavvicinamento russo-ucraino appare quantomeno prematuro.

 

Lo stesso Partito delle Regioni, la formazione politica guidata dal neo-eletto Presidente, vanta e difende i suoi legami con quell’industria metallurgica, chimica e mineraria le cui politiche commerciali privilegiano da tempo il mercato europeo su quello della Federazione. Se dunque il mandato di Yanukovich segnerà un rallentamento nel processo d’integrazione europea, difficilmente gli anni a venire vedranno l’Ucraina orientarsi economicamente e univocamente in direzione russa.

 

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COMMENTI
14/05/2010 - Analisi giusta .. (Eros Catozzi)

Ho apprezzato la puntualizzazione del suo articolo sullo stato attuale del paese .Io aggiungerei questo ,la meta' del paese odia i Russi mentre una meta' che sta ad Est (Karkhiv,Donetsk ) oltre la Crimea ed Odessa sono simpatizzanti Russi ,anche se i giovani stanno venendo su con un legame maggiore al nome della loro Patria.L'Europa se vuole avvicinare l'Ucraina a se ,deve liberalizzare i visti ,anche perche' si tratta di un popolo culturalmente preparato oltre alla vicinanza della religione Ortodossa al ns cristianesimo... Buona giornata