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MOSCHEA A GROUND ZERO/ A 200 metri dall’attentato dell’11/9 sorgerà una moschea da 100 milioni di dollari

Un moschea a Ground Zero. A 200 metri dall’attentato dell’11/9. La moschea di Ground Zero costerebbe 100 milioni di dollari e sarebbe una delle più grandi dell’Occidente

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Un moschea a Ground Zero. A 200 metri dall’attentato dell’11/9. La moschea di Ground Zero costerebbe 100 milioni di dollari e sarebbe una delle più grandi dell’Occidente. La moschea che sorgerebbe vicino a Ground Zero rientra nel progetto Cordoba della American Society for Muslim Advancement



Una enorme moschea, tra le più grandi dell’Occidente, a pochi passi da Ground Zero. Il luogo in cui, un tempo, sorgevano le Twin Towers, distrutte in un attentato, come è noto, di matrice islamica. Ovvio che la cosa stia suscitando non poche polemiche. I parenti delle vittime dell’11/9, in particolare, sono infuriate. La moschea, da 100 milioni di dollari, rientrerebbe in un progetto della American Society for Muslim Advancement (Società americana per la promozione della religione musulmana) e sorgerebbe a 200 metri da Ground Zero. L’interno, nell'edificio di 13 piani, dentro il quale si trovavano un tempo i grandi magazzini della Burlington Coat Factory prima dell’attentato, dovrebbe ospitare anche un teatro, un centro ricreativo e una piscina. La moschea sarebbe solo il tassello di un mosaico chiamato, dagli stessi ideatori, progetto Cordoba, che avrebbe l’intento di avvicinare il mondo musulmano all'Occidente. «Il centro culturale sarà anche un luogo ricreativo per chi ama lo sport. Aprirà le sue porte a tutti, non solo ai fedeli islamici» ha dichiarato l'Imam Feisal Abdul Rauf. La maggior parte dei Newyorkesi, continua a mostrarsi parecchio infastidita, ritenendo l’iniziativa «un insulto alla memoria». Molti cittadini, poi, hanno realizzato il sito web nessuna moschea a Ground Zero che denuncia la «scandalosa iniziativa» e raccoglie le firme per bloccare il progetto. «Se i giapponesi decidessero di costruire un centro culturale a Pearl Harbour, tutti considererebbe questa scelta poco accorta . Se i tedeschi aprissero una società corale dedicata a Bach vicino ad Auschwitz, anche se sono passati tanti anni, sarebbe giudicata un'iniziativa mostruosa. Non ho nulla contro l'Islam, ma mi chiedo: Perché proprio qui?» ha dichiarato il consigliere di zona Paul Sipos.


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