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Esteri

MILLIE/ La cagnolina salva il bimbo nella culla. Non respirava, ed ha avvisato la madre

La cagnolina Millie, un esemplare di King Charles Spaniel, ha salvato un bimbo di 18 mesi. 

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La cagnolina Millie, un esemplare di King Charles Spaniel, ha salvato un bimbo di 18 mesi. La cagnolina si è accorta che il piccolo non respirava più, colpito da un attacco di apnea da sonno, e ha iniziato ad abbaiare avvisando così la madre.



E stato salvato dalla sua cagnolina, un tenero esemplare di 4 anni di King Charles Spaniel. Il piccolo James, un bimbo di 18 mesi, stava dormendo placidamente nella sua culla quando ha iniziato a non respirare più. La cagnolina, allora, si è svegliata all’improvviso, iniziando ad abbaiare ininterrottamente accanto alla culla del piccolo. La mamma, Beverly, una 33enne di Wetherby, nel West Yorkshire, non capendo cosa fosse preso alla cagnolina, ha iniziato a sgridarla, ma Millie non si calmava. «Inizialmente, ho intimato a Millie di smettere di abbaiare perché non volevo che svegliasse James, ma lei non la faceva finita. Anzi, continuava a girare attorno alla culla e ha pure messo le zampine sul divano, mettendosi ad abbaiare vicinissimo a James», ha dichiarato Beverly al Daily Mirror. «A quel punto - ha continuato - mi sono resa conto che c'era davvero qualcosa di strano, perché la cagnolina in genere è molto calma e non abbaia mai e poi, malgrado tutto quel rumore, mio figlio non si era affatto svegliato. Così, sono corsa dal bambino e ho visto con terrore che non respirava più». Ovviamente, la mamma, rimane di sasso: «Sono rimasta scioccata – racconta Beverly - ma mi sono ripresa quasi subito e ho cominciato a massaggiargli il pancino per un minuto e mezzo buono, fino a quando James ha ricominciato a respirare e si è svegliato. A quel punto, però, ho quasi avuto una crisi isterica». Al piccolo è stata diagnosticata una sindrome da apnea da sonno. Ora la madre e il padre, Darren – conosciuto proprio grazie alla cagnolina Millie - fanno i turni per vegliare il piccolo. «Mi uccide anche il solo pensarlo – ha proseguito la donna – ma se non fosse stato per Millie, ora mio figlio sarebbe un altro numero nelle statistiche delle morti in culla. È grazie a lei se potrò vederlo crescere, le devo davvero tutto»

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