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YOUTUBE/ Video: bambino sulle barricate usato come scudo umano dai ribelli in Thailandia

Le barricate delle Camicie rosse (Foto: Ansa) Le barricate delle Camicie rosse (Foto: Ansa)

 

Il leader dei ribelli, Nattawut Saikua, ha dichiarato che le Camicie rosse sono pronte a trattare e a farsi processare. “E’ tempo di restituire la pace alla Nazione – ha dichiarato Saikua -. Siamo pronti a impegnarci per la pace e per i negoziati. Più la situazione va avanti, più a lungo le vite delle persone saranno in pericolo. Non c’è bisogno di sparare per farsi sentire a Bangkok, perché il numero di caduti non permette a nessuno dei due contendenti di parlare di vittoria”. E anche un altro leader dei ribelli, Weng Tojirakarn, riferendosi al fatto che il Senato thailandese intenderebbe mediare tra governo e Camicie rosse, ha rivelato: “Accettiamo la proposta”.

 

Dichiarazioni a poche ore da una giornata di violenze, che ha visto il bilancio delle vittime salire a 37 da giovedì (38 secondo il Daily Telegraph) – quasi tutti civili – e il numero dei feriti raggiungere quota 266. A colpirli quasi sempre il fuoco dei cecchini.

 

Anche se, come sottolinea sempre il Daily Telegraph, le autorità thailandesi avrebbero respinto ogni accusa relativa al fatto che ai militari sarebbe stato ordinato di uccidere, sostenendo invece che il loro intento sarebbe stato soltanto quello di soffocare la rivolta delle Camicie rosse tagliando loro l’accesso a cibo, acqua ed energia elettrica.

 

E in tutta risposta alle offerte dei ribelli, il governo ha affermato stanotte che non ci saranno negoziati con i manifestanti nella capitale, finché non abbandoneranno le barricate che hanno reso impraticabili diversi quartieri della città.

 

(Pietro Vernizzi)