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SPIE IN GONNELLA/ Clotilde Reiss come Mata Hari, la ricercatrice sexy era un pericoloso agente dei servizi segreti

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Ma come riferisce l’AFP il ministro degli Esteri francese, Bernard Kouchner, ha insistito sul fatto che “non c’è stata nessuna trattativa e non è stato pagato alcun riscatto” per assicurare il rilascio e dichiarato che non ci sono legami tra quanto accaduto in Francia e in Iran. “In Francia non influenziamo le decisioni dei giudici – ha dichiarato Kouchner in un’intervista all’emittente francese Radio J -. Questa serie di sentenze non hanno nulla a che vedere con qualsiasi mercanteggiamento o con qualsiasi trattativa”. Reiss era stata arrestata il primo luglio scorso dopo aver manifestato contro i risultati delle controverse elezioni iraniane.


Ed era stata processata in agosto con l’accusa di avere agito in contrasto con la sicurezza nazionale, in un momento in cui le relazioni tra Parigi e Teheran erano già aspramente ostili a causa delle lamentele di Parigi per il programma nucleare portato avanti da Teheran. Alla sua prima udienza, trasmessa in diretta tv, Reiss ha ammesso di avere preso parte alle proteste contro il governo “per motivazioni personali” e di avere scritto un memoriale per un istituto collegato all’Ufficio cultura dell’ambasciata francese a Teheran. Dopo il processo le è stato consentito di rimanere nell’ambasciata francese, ma c’era il timore che il suo caso potesse concludersi con una condanna a un lungo periodo da trascorrere nelle carceri iraniane.


“Sono ovviamente molto felice – ha dichiarato domenica il padre Remi Reiss alla radio francese RTL -. La liberazione chiude un capitolo doloroso... e la sua vita ora può ritornare a essere normale. La lezione di questa vicenda è la piega sorprendente che a un certo punto ha preso tutta questa storia. E’ una bella vicenda perché è iniziata con l’entusiasmo di mia figlia. E poi, ci sono stati eventi politici che hanno cambiato ogni cosa”. E sempre domenica l’avvocato di Reiss, Mohamad Ali Mahdavi Sabet, ha dichiarato all’AFP che la studentessa ha dovuto pagare una multa di 285mila dollari (230mila euro), che “ho versato personalmente questa mattina”. Aggiungendo che non si appellerà contro la sentenza, che ha definito “quasi un’assoluzione”.