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SPIE IN GONNELLA/ Clotilde Reiss come Mata Hari, la ricercatrice sexy era un pericoloso agente dei servizi segreti

Dietro l’aspetto innocente e l’irresistibile sex appeal, Clotilde Reiss sarebbe stata una pericolosa spia sul modello di Mata Hari

ClotildeReissR375.jpg (Foto)

Dietro l’aspetto innocente e l’irresistibile sex appeal, Clotilde Reiss sarebbe stata una pericolosa spia sul modello di Mata Hari. In grado di sfruttare la sua apparenza di affascinante ricercatrice universitaria 24enne per carpire segreti di Stato e rivenderli ai servizi segreti. Fino a essere arrestata dalla polizia del regime iraniano di Mahmoud Ahmadinejad. E se sulla vera identità della Reiss si infittiscono il mistero e i sospetti, che non si tratti di una semplice ragazza acqua e sapone finita in una brutta avventura lo farebbe pensare anche il fatto che per liberarla si sono mobilitati i capi di Stato di ben quattro continenti. Dal presidente francese Nicolas Sarkozy, a quello brasiliano Lula da Silva, al leader siriano Bashar al Assad, al numero uno del Senegal, Abdoulaye Wade.

Clotilde giura la sua innocenza, ma non sarà un caso se proprio in questi giorni la Francia ha rilasciato un agente dei servizi segreti iraniani e rischiato lo scontro diplomatico con Barack Obama che chiedeva l’estradizione di un ingegnere, sempre iraniano, accusato dagli Usa di traffico illegale di tecnologia sensibile. E se sicuramente non si tratta di un regalo di Sarkozy al regime di Ahmadinejad, i più sospettosi hanno pensato invece a una contropartita per uno scambio tra spie di massimo livello. Che si creda o no alle coincidenze, fatto sta che proprio domenica Reiss è tornata a casa dall’Iran, a dieci mesi dal suo arresto con l’accusa di spionaggio e incitamento alle proteste contro il regime. Un jet del governo francese ha riportato la ricercatrice in una base militare fuori Parigi, dopo che il suo avvocato ha pagato una multa alle autorità iraniane del valore di 285mila dollari. Ad attenderla e a darle il benvenuto c’era il presidente Nicolas Sarkozy.


Il suo arrivo ha concluso un lungo dramma, che ha creato forti tensioni tra la Francia e l’Iran. Con la studentessa costretta a sfilare in un processo trasformato in un grande evento televisivo dal regime di Ahmadinejad, e a trascorrere sei mesi nella famigerata prigione di Evin, a Teheran. Il rilascio è arrivato appunto dopo che un tribunale francese ha respinto una richiesta americana di estradizione per un ingegnere iraniano e poco prima che un altro giudice decidesse sul rilascio per buona condotta di un assassino iraniano incarcerato in Francia.

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