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ONDATA DI SUICIDI/ I dipendenti della Foxconn firmano un impegno scritto: “Non mi suiciderò”

La Foxconn, un’azienda Taiwandese che assembla l’iPad, ha fatto firmare ai propri dipendenti una lettera in cui si impegnano a non suicidarsi

La protesta della famiglia di un dipendente della Foxconn morto suicida (Ansa) La protesta della famiglia di un dipendente della Foxconn morto suicida (Ansa)

La Foxconn, un’azienda Taiwandese che assembla l’iPad, ha fatto firmare ai propri dipendenti una lettera in cui si impegnano a non suicidarsi. L’iniziativa è stata assunta in seguito ai 10 suicidi verificatisi nel corso dell’ultimo anno nello stabilimento di Shenzhen, nel sud della Cina. I dipendenti della Foxconn, nella lettera in cui si impegnano a non suicidarsi, autorizzano l’azienda ad eventuali controlli o trattamenti medici.

Un’azienda di Taiwan, la Foxconn, ha chiesto ai suoi dipendenti un impegno scritto: quello di non suicidarsi. Dopo un ondata di suicidi verificatasi nello stabilimento di Shenzhen, nel sud della Cina, la società – che, tra l’altro partner della Apple e assembla l’iPad – ha chiesto ai suoi dipendenti di firmare una lettera. In questa, si impegnano a non farsi del male, a denunciare ai superiori l’eventuale presenza di problemi e difficoltà e autorizzano, per chi dovesse presentare un «comportamento mentale anormale» controlli e trattamenti medici. Nel corso dell’ultimo anno, nell’azienda si sono tolte la vita ben dieci persone, mentre due ci hanno provato. La modalità è sempre stata la medesima: si sono tutti lanciati da dai piani più alti degli edifici dello stabilimento. L’ultima persona che si è tolta la vita, lo ha fatto martedì. Si tratta di Li Hai, un ragazzo di 19 anni che lavorava alla Foxconn da soli 42 giorni. Prima di lui Sun Danyong, di 25 anni, si era ucciso dopo essere stato interrogato sul presunto furto di un prototipo di iPhone.


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