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SCENARIO/ Troppo cattivo Stato: così è caduto il Labour. Lezione di inglese per l'Italia?

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Nick Clegg e David Cameron (Foto: Ansa)  Nick Clegg e David Cameron (Foto: Ansa)

Un sistema generalmente bipartitico a livello locale (di collegio) e generale (in Parlamento). Questo sistema ha sempre svantaggiato la nascita di nuovi movimenti politici (si pensi a quanti nuovi partiti sono nati e morti invece in Italia negli ultimi vent’anni) e soprattutto i Liberal-Democratici, che hanno sempre goduto di quasi un quarto dei consensi, ma in modo molto “sparso” e poco concentrato, riuscendo quindi a vincere pochissimi seggi.

 

Se un paese è quindi sufficientemente omogeneo, ciò che capita è che il partito di maggioranza relativa ottiene la maggioranza assoluta dei seggi, e governa da solo. Questo è ciò che è sempre capitato in Gran Bretagna. Prendendo ad esempio le elezioni del 2005, le ultime vinte da Blair, abbiamo i Laburisti che riescono ad ottenere il 55% dei seggi con il 35% dei voti.

 

 

 

È evidente come questo sistema, per chi come noi è abituato a logiche proporzionali, sembri molto distorsivo delle scelte degli elettori: il voto di chi preferisce i Lib-Dem finisce per contare molto meno del voto di chi preferisce i Labour, in termini di seggi, e quindi di governo e di politiche. D’altro canto questo sistema generalmente assicura maggiore governabilità, e una più precisa rappresentatività delle singole comunità locali.

 

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