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Esteri

SCENARIO/ Troppo cattivo Stato: così è caduto il Labour. Lezione di inglese per l'Italia?

EMANUELE BRACCO e TOMMASO GABRIELI analizzano il recente voto in Gran Bretagna provando a immaginare come si comporterà il nuovo Governo

Nick Clegg e David Cameron (Foto: Ansa)Nick Clegg e David Cameron (Foto: Ansa)

Le recenti elezioni britanniche hanno posto il Paese di fronte a scenari nuovi: la sconfitta dei Labour non si è tramutata in una chiara vittoria per i Conservatori, e un inusuale governo di coalizione si è appena insediato. Vi offriamo qui un’analisi delle ragioni e dei meccanismi che hanno portato Gordon Brown a perdere, David Cameron (quasi) a vincere, e i Liberal-Democratici al governo per la prima volta dopo decenni.

 

1. La regola elettorale attuale

I sistemi elettorali sono raramente un argomento che attrae molto l’attenzione del pubblico, ma per queste elezioni britanniche vale la pena spendere qualche parola su di esso. In Gran Bretagna il sistema elettorale è il maggioritario secco: in ogni collegio viene eletto un deputato, che rappresenterà quella zona geografica. Il deputato eletto è quello che ottiene la maggioranza (relativa) dei voti nel collegio.

La logica è molto semplice: nei sistemi proporzionali, come in Italia, sono i partiti e non i singoli deputati a garantire il legame con i territori. Nei sistemi maggioritari invece ogni paese, area, o città sono rappresentati in Parlamento da una singola persona.

Questo deputato avrà poi un ufficio (e spesso una casa) nel proprio collegio, e terrà delle “surgeries”, vale a dire delle specie di orari di ricevimento, per i propri elettori. Non è raro che per campagne politiche di varia natura (guerra in Iraq, aborto, politiche scolastiche) si venga invitati a “scrivere al proprio deputato”, il quale, immancabilmente, risponde “personalmente”.

 

Gli effetti di questo sistema sono che, generalmente, a livello di collegio, ci sono due grandi partiti che si scontrano e che hanno qualche probabilità di vittoria, e poi i soliti partiti minori senza alcuna speranza di vincere. Tradizionalmente questo è quello che accadeva in Gran Bretagna: Labour e Tories prendevano la gran parte dei seggi, essendo i due partiti più rappresentativi in tutto il territorio nazionale.

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