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Esteri

STRATEGIE/ La Francia della realpolitik cede alle sirene cinesi

Nicolas Sarkozy e Hu Jintao (Foto Ansa) Nicolas Sarkozy e Hu Jintao (Foto Ansa)

La crisi dei rapporti diplomatici

Alle radici delle difficili relazioni tra i due Paesi si colloca l’approccio delle amministrazioni francesi rispetto alla “One China Policy” (Pechino rifiuta di concedere qualsiasi forma di indipendenza o autonomia alle proprie province, incluse quelle che da anni manifestano aspirazioni separatiste o, come nel caso di Taiwan, hanno già posto in essere una sovranità di fatto) ambiziosamente perpetuata dal Partito Popolare Cinese.

 

Già nel 1990 una crisi diplomatica venne innescata come conseguenza della vendita di armi da parte di compagnie francesi al governo di Taiwan. Dopo vari alterchi e negoziati lo stop di Parigi pose fine all’attività e le relazioni con la Cina ripresero normalmente nel 1994. Nel 2008, in occasione dei giochi olimpici di Pechino, la Francia si presentò come indiscussa protagonista delle manifestazioni Pro-Tibet. Le manifestazioni, a cui si unirono le dichiarazioni di personalità di spicco all’interno dell’amministrazione Sarkozy, generarono in tutta la Cina un’ondata di risentimento antifrancese che, lungi dall’essere limitato alla classe politica del PRC, raggiunse soprattutto la popolazione.

 

Dal 1 Maggio 2008, nelle maggiori città della Cina nacquero iniziative di piazza per boicottare operatori e prodotti di importazione francesi. Il caso più eclatante fu rappresentato dall’assedio del franchising di supermercati Carrefour, da anni operante nel Paese. Le compagnie francesi furono accusate di essere finanziatrici del Dalai Lama e i francesi stessi di essere cospiratori pro-secessionisti e anti-cinesi. Vennero bruciate bandiere francesi e centinaia di manifestanti scesero in piazza.

 

In risposta ai disordini e al clima di odio creatosi, il governo cinese cercò di calmare la situazione chiudendo i siti di protesta su internet e schierando poliziotti alle entrate dei supermercati Carrefour. Secondo statistiche di Sina.com, nel giugno 2008 quasi il 90% degli intervistati considerava il Presidente francese come non benvenuto alle Olimpiadi. L’incontro privato di Sarkozy con il Dalai Lama nel dicembre 2008 indusse poi Pechino a posticipare la propria partecipazione a un summit dell’Unione Europea con sede a Bruxelles. Nel gennaio 2009, durante il tour europeo del premier cinese Wen Jiabao, la Francia venne esclusa dall’itinerario.

 

Rapporti commerciali

Durante la metà degli anni ‘80, con notevole ritardo rispetto a Gran Bretagna e Germania, la Francia iniziò a interessarsi a quell’immenso mercato in espansione chiamato Cina. Da allora i volumi commerciali e gli investimenti intercorsi tra due Paesi sono cresciuti esponenzialmente. La Francia è oggi il per la Cina il quarto più grande partner commerciale in Europa. Per la Francia la Cina rappresenta invece il primo partner commerciale in Asia e il settimo a livello mondiale.

 

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