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STRATEGIE/ La Francia della realpolitik cede alle sirene cinesi

NICCOLO’ LOLLINI parla dell’ultimo incontro tra Sarkozy e Jintao che ha rilanciato le relazioni tra Francia e Cina

Nicolas Sarkozy e Hu Jintao (Foto Ansa) Nicolas Sarkozy e Hu Jintao (Foto Ansa)

Il recente incontro del 28 aprile tra il presidente francese Nicolas Sarcozy e quello cinese Hu Jintao sembra aver aperto una nuova pagina nelle relazioni tra Cina e Francia. Dopo anni di frizioni e incidenti diplomatici, i due Paesi sembrano poter finalmente ridare vita a un dialogo aperto che non tenga conto delle incomprensioni del passato.

 

Gli spiacevoli avvenimenti del 2008 avevano drasticamente deteriorato il rapporto tra Cina e Francia. Durante i mesi di marzo e aprile, nei giorni di inaugurazione delle olimpiadi di Pechino, mondo politico e opinione pubblica francesi avevano duramente criticato il regime della Repubblica Popolare per i casi di repressione del popolo tibetano. Il dicembre dello stesso anno, un incontro del presidente Sarkozy con il Dalai Lama aveva ulteriormente irritato l’amministrazione cinese causando un vero e proprio incidente diplomatico.

Si potrebbe dire che fino al recente incontro dei due Presidenti, le relazioni tra i rispettivi Paesi fossero giunte al loro minimo storico. Ora, dopo un incontro definito costruttivo e rassicurante, Cina e Francia potranno dimenticare il passato e concentrarsi sul futuro. Sono stati presentati progetti di cooperazione in ambiti quali economia, scienza, energia e ambiente, scambi culturali e turismo. Hu Jintao ha inoltre aggiunto che una più stretta collaborazione nei settori dell’energia nucleare e dei trasporti garantirà stabilità e coesione nel rapporto tra i due Paesi.

Tuttavia, i principali temi discussi sono stati la questione iraniana e la nascita di una nuova politica monetaria mondiale dopo la crisi finanziaria. Riguardo all’Iran nulla di fatto; la Cina ha continuato a dimostrarsi restia all’imposizione di maggiori sanzioni contro un Paese che rappresenta per Pechino uno dei maggiori partner commerciali e contribuisce al 12% dell’apporto di greggio necessario.

Il dibattito sulla finanza mondiale ha invece aperto prospettive inattese: Sarkozy ha dichiarato che il “nuovo ordine multipolare” della finanza e della politica monetaria globale dovrà prevedere un crescente ruolo della Cina. Il prossimo novembre la Francia subentrerà alla presidenza del G20: nel 2011 sono previsti nuovi incontri e anche in tal sede i temi più caldi saranno Iran, crisi finanziaria e ambiente.

Il recente incontro, al di là del suo valore simbolico di riconciliazione tra i due Paesi, ha per ora solamente messo sul tavolo temi che verranno affrontati nelle sedi opportune. Ma il messaggio di Sarkozy è stato chiaro: sarà fondamentale includere il partner asiatico in tutte le sedi del negoziato internazionale. Senza la Cina non sarà possibile risolvere nessuna delle grandi sfide globali di questo secolo.

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