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ISRAELE/ La sparatoria figlia di uno scontro politico: ecco come la vedo da corrispondente a Gerusalemme

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Alcuni feriti dopo gli scontri a fuoco nella notte (Foto Ansa)  Alcuni feriti dopo gli scontri a fuoco nella notte (Foto Ansa)

 

Turchia, Grecia, Spagna, Svezia, Danimarca e Irlanda hanno convocato i rispettivi ambasciatori di Israele, l’Unione europea ha chiesto allo stato ebraico di aprire un’inchiesta. Pesanti critiche sono venute dai governi di Francia e Germania e il ministro degli Esteri italiano Franco Frattini parlando di un “fatto assolutamente grave”, ha “deplorato” l’uccisione di civili.

La tensione è salita alle stelle con la Turchia, già alleato strategico di Gerusalemme, ultimamente molto critico con lo stato ebraico. Ankara ha richiamato l’ambasciatore a Gerusalemme, ha parlato di un rischio di “conseguenze irreparabili” nelle relazioni bilaterali e ha chiesto la convocazione del consiglio di sicurezza dell'Onu. Centinaia di persone hanno manifestato a Istanbul e nella capitale. Israele ha per ora invitato i suoi cittadini a non andare in Turchia.

Grande preoccupazione e dolore sono stati espressi dalla Santa Sede, secondo quanto riferito da padre Federico Lombardi, direttore della Sala Stampa vaticana. La Casa Bianca ha espresso il profondo rincrescimento per la perdite di vite umane a bordo della nave attaccata. Il premier israeliano, Benyamin Netanyahu, in visita in Canada, è quindi stato sollecitato a rientrare in patria.

Di quanto accaduto e delle conseguenze che potrebbe avere, abbiamo parlato con Filippo Landi, corrispondente Rai da Gerusalemme.

 

Qual è il suo primo commento su quello che è successo?

 

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COMMENTI
03/06/2010 - Per Gianpiero Allegri (ssdrt aewrtert)

Verrebbe voglia di smettere di leggere il suo commento, dopo che per due volte scrive "Isdraele", cancellando ogni dubbio sull'intenzionalità del refuso... ma tant'è. Ciò che riflette il suo scritto è l'ennesima dimostrazione dell'atteggiamento tipico, ma non esclusivo, dei benpensanti di sinistra nostrani, che si guardano bene dal dire fuori dai denti che questi ebrei, questi sopravvisuti ci hanno stancato con il loro vittimismo, con il Giorno della Memoria e tutto il resto. Tant'è vero che lei, come quasi tutti non ce l'ha con gli ebrei, poverini, ma solo con lo stato di Israele, tanto cattivo e fascista, che ogni giorno opprime un popolo affamato e allo stremo, senza mai neppure una volta citare il vicino Egitto, responsabile delle peggiori carneficine palestinesi. Beh, questa distinzione la fate solo voi, perchè ogni ebreo su questa terra, per prima cosa al mattino ringrazia dell'esistenza di uno stato forte, il cui obiettivo primario è evitare il ripetersi del passato. Viva Tsahal.

 
01/06/2010 - obiettività (Gianpiero Allegri)

Lo stato di Isdraele, (distinguo lo stato dalle persone di origine ebraica nel mondo e dalle persone di religione ebraica), gode presso l'opinione giornalistica (non l'opinione pubblica) di una specie di immunità. Anche atti di fatto criminali, vengono smorzati nei commenti e nei giudizi. Lo stesso avviene per una sorta di alineamento / conformistico delle diplomazie mondiali. Non è solo conseguenza della celebrazione infinita dei tristi eventi che hanno colpito la popolazione ebraica in Europa, è un meccanismo generato da interessi, oportunismi e da un lungo periodo di "promozione" e comunicazione fatta dalle lobby che sfruttano tale celebrazione. Rincresce vedere che questo articolo risponda perfettamente a questo fenomeno. Questo è a detrimento prorpio degli ebrei onesti nel mondo che, pur allineandosi alle azioni dello stato di Isdraele, nulla centrano con tali crimini e nulla centra la memoria di coloro che sono stati perseguitati e che non credo vorrebbero essere usati come motivo di immunità.