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ISRAELE/ La sparatoria figlia di uno scontro politico: ecco come la vedo da corrispondente a Gerusalemme

Alcuni feriti dopo gli scontri a fuoco nella notte (Foto Ansa) Alcuni feriti dopo gli scontri a fuoco nella notte (Foto Ansa)

Il governo Netanyahu, a ruota di quello Olmert, ha continuato a portare avanti il blocco economico che dura da ormai 3 anni nei confronti di Gaza da quando Hamas ha preso il potere. L’attuale governo ha però aggiunto un blocco politico, dettato dalla scelta di non discutere e non trattare con Hamas. Così come politico era l’intento, al di là delle dimensioni degli aiuti, dei pacifisti.

 

Quale?

 

Il blocco nei confronti di Gaza è molto selettivo nei confronti dei materiali di costruzione, che servirebbero alla ricostruzione dopo l’ultimo conflitto. Non è un caso che le navi trasportassero cemento e altro tipo di materiale edile. L’iniziativa dei pacifisti serviva quindi anche a dare un messaggio politico ai governi di tutto il mondo: portiamo a Gaza dei materiali indispensabili che altrimenti non potrebbero arrivare.

 

Negli scontri è stato ferito anche lo sceicco Raed Salah, capo del Movimento islamico nei territori palestinesi. Questo avrà delle conseguenze?

 

Salah è un personaggio noto della comunità arabo-israeliana islamica È stato arrestato più volte dalla polizia di Gerusalemme e condannato a tenersi lontano da questa città. Anche se non è in pericolo di vita, il suo ferimento può innescare nuove proteste, soprattutto tra gli arabo-israeliani del Nord di Israele, ma anche di Gerusalemme, dove il governo non vuole riconoscere Gerusalemme Est quale capitale palestinese.

 

Ci saranno conseguenze nelle relazioni tra Israele e Turchia?

 

Il governo islamico moderato guidato da Erdogan è ben consapevole da anni dell’impatto della politica israeliana in Medio Oriente. La Turchia è uno dei pochissimi paesi della regione che ha relazioni diplomatiche normali con Israele. E ha anche collaborazioni nel settore economico, turistico e militare. Questa amicizia è però un problema politico per i governanti turchi, dato che le immagini devastanti del conflitto di Gaza sono arrivate dentro alle case turche, creando forti malumori nell’opinione pubblica (non solo islamica, ma anche laica) nei confronti di Erdogan. Questa vicenda, considerando che le vittime sono anche turche, non può che accentuare questo “conflitto”, per ora latente e diplomatico, tra Turchia e Israele.

 

(Lorenzo Torrisi)

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COMMENTI
03/06/2010 - Per Gianpiero Allegri (ssdrt aewrtert)

Verrebbe voglia di smettere di leggere il suo commento, dopo che per due volte scrive "Isdraele", cancellando ogni dubbio sull'intenzionalità del refuso... ma tant'è. Ciò che riflette il suo scritto è l'ennesima dimostrazione dell'atteggiamento tipico, ma non esclusivo, dei benpensanti di sinistra nostrani, che si guardano bene dal dire fuori dai denti che questi ebrei, questi sopravvisuti ci hanno stancato con il loro vittimismo, con il Giorno della Memoria e tutto il resto. Tant'è vero che lei, come quasi tutti non ce l'ha con gli ebrei, poverini, ma solo con lo stato di Israele, tanto cattivo e fascista, che ogni giorno opprime un popolo affamato e allo stremo, senza mai neppure una volta citare il vicino Egitto, responsabile delle peggiori carneficine palestinesi. Beh, questa distinzione la fate solo voi, perchè ogni ebreo su questa terra, per prima cosa al mattino ringrazia dell'esistenza di uno stato forte, il cui obiettivo primario è evitare il ripetersi del passato. Viva Tsahal.

 
01/06/2010 - obiettività (Gianpiero Allegri)

Lo stato di Isdraele, (distinguo lo stato dalle persone di origine ebraica nel mondo e dalle persone di religione ebraica), gode presso l'opinione giornalistica (non l'opinione pubblica) di una specie di immunità. Anche atti di fatto criminali, vengono smorzati nei commenti e nei giudizi. Lo stesso avviene per una sorta di alineamento / conformistico delle diplomazie mondiali. Non è solo conseguenza della celebrazione infinita dei tristi eventi che hanno colpito la popolazione ebraica in Europa, è un meccanismo generato da interessi, oportunismi e da un lungo periodo di "promozione" e comunicazione fatta dalle lobby che sfruttano tale celebrazione. Rincresce vedere che questo articolo risponda perfettamente a questo fenomeno. Questo è a detrimento prorpio degli ebrei onesti nel mondo che, pur allineandosi alle azioni dello stato di Isdraele, nulla centrano con tali crimini e nulla centra la memoria di coloro che sono stati perseguitati e che non credo vorrebbero essere usati come motivo di immunità.