BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

ISRAELE/ La sparatoria figlia di uno scontro politico: ecco come la vedo da corrispondente a Gerusalemme

Pubblicazione:lunedì 31 maggio 2010

Alcuni feriti dopo gli scontri a fuoco nella notte (Foto Ansa) Alcuni feriti dopo gli scontri a fuoco nella notte (Foto Ansa)

Stanotte l’esercito israeliano ha attaccato in mare una flottiglia multinazionale di attivisti filo-palestinesi in navigazione verso la Striscia di Gaza con un carico di aiuti umanitari. Gli attivisti, guidati dalla Ong Free Gaza, volevano forzare il blocco imposto attorno alla Striscia dall’avvento al potere degli islamici di Hamas, nel 2007.

Lo scontro è avvenuto sulla nave Marmara, battente bandiera turca, che guidava la spedizione di sei imbarcazioni, in acque internazionali, a qualche decina di miglia dalla costa. I commando israeliani, saliti a bordo da imbarcazioni ed elicotteri, hanno aperto a un certo punto il fuoco, uccidendo 19 persone. Ventisei attivisti sono rimasti feriti (uno è in fin di vita). Fra questi, anche un leader radicale degli arabi di Israele, lo sceicco Raed Salah Feriti anche dieci soldati israeliani, due in modo grave. Un portavoce militare israeliano ha accusato i promotori della flottiglia di aver organizzato una “provocazione violenta”. I soldati avrebbero quindi risposto a un attacco dei pacifisti.

Israele sembra però trovarsi isolato, dato che tutta la comunità internazionale ha condannato quanto accaduto e si teme che ora possano esserci davvero gravi conseguenze in una zona già tormentata da recenti guerre. Il presidente palestinese Abu Mazen ha parlato di “massacro”' e ha proclamato tre giorni di lutto nazionale. Da Gaza i dirigenti di Hamas hanno parlato di “crimine” commesso da Israele. Un esponente islamico, Ahmed Yusef, ha invocato “un’intifada” di popolo dinanzi alle ambasciate d'Israele nel mondo. La Lega araba ha convocato per domani al Cairo una riunione urgente dei suoi ministri degli Esteri.

 

CLICCA SUL PULSANTE >> QUI SOTTO PER LEGGERE l'INTERVISTA A FILIPPO LANDI, CORRISPONDENTE RAI DA GERUSALEMME


  PAG. SUCC. >

COMMENTI
03/06/2010 - Per Gianpiero Allegri (ssdrt aewrtert)

Verrebbe voglia di smettere di leggere il suo commento, dopo che per due volte scrive "Isdraele", cancellando ogni dubbio sull'intenzionalità del refuso... ma tant'è. Ciò che riflette il suo scritto è l'ennesima dimostrazione dell'atteggiamento tipico, ma non esclusivo, dei benpensanti di sinistra nostrani, che si guardano bene dal dire fuori dai denti che questi ebrei, questi sopravvisuti ci hanno stancato con il loro vittimismo, con il Giorno della Memoria e tutto il resto. Tant'è vero che lei, come quasi tutti non ce l'ha con gli ebrei, poverini, ma solo con lo stato di Israele, tanto cattivo e fascista, che ogni giorno opprime un popolo affamato e allo stremo, senza mai neppure una volta citare il vicino Egitto, responsabile delle peggiori carneficine palestinesi. Beh, questa distinzione la fate solo voi, perchè ogni ebreo su questa terra, per prima cosa al mattino ringrazia dell'esistenza di uno stato forte, il cui obiettivo primario è evitare il ripetersi del passato. Viva Tsahal.

 
01/06/2010 - obiettività (Gianpiero Allegri)

Lo stato di Isdraele, (distinguo lo stato dalle persone di origine ebraica nel mondo e dalle persone di religione ebraica), gode presso l'opinione giornalistica (non l'opinione pubblica) di una specie di immunità. Anche atti di fatto criminali, vengono smorzati nei commenti e nei giudizi. Lo stesso avviene per una sorta di alineamento / conformistico delle diplomazie mondiali. Non è solo conseguenza della celebrazione infinita dei tristi eventi che hanno colpito la popolazione ebraica in Europa, è un meccanismo generato da interessi, oportunismi e da un lungo periodo di "promozione" e comunicazione fatta dalle lobby che sfruttano tale celebrazione. Rincresce vedere che questo articolo risponda perfettamente a questo fenomeno. Questo è a detrimento prorpio degli ebrei onesti nel mondo che, pur allineandosi alle azioni dello stato di Isdraele, nulla centrano con tali crimini e nulla centra la memoria di coloro che sono stati perseguitati e che non credo vorrebbero essere usati come motivo di immunità.