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DIALOGO AEREO-TORRE DI CONTROLLO/ Audio - Abbiamo un terrorista a bordo. Faisal Shahzad (attentato Times Square) non la fa franca per un pelo

Pubblicazione:mercoledì 5 maggio 2010

terroristaR375.jpg (Foto)

IL TERRORISTA DI TIMES SQUARE STAVA PER FARLA FRANCA - Stava per farla franca, per fuggire. E beffare, così, le autorità americane. Ma, nel suo piano, qualcosa è andato storto. In realtà, Faisal Shahzad, il pachistano 30enne, americano da aprile dello scorso anno, l’autore del fallito attentato in cui un’autobomba di Times Square non è esplosa solo per miracolo, ha beffato proprio tutti. Tutti, tranne il destino. Che si è rivelato più benigno verso chi Shahzad avrebbe voluto far saltare in aria che nei suoi confronti. L’auto imbottita di esplosivi, infatti, non era esplosa solamente perché il meccanismo non era scattato. Ma Faisal Shahzad era riuscito a lasciarla, indisturbato, nella piazza più popolata e transitata del mondo. Prima beffa. Poco dopo l’attentato di sabato, intorno alle 18:30, gli investigatori erano riusciti a risalire all’identità di Shahzad. Senza particolari sforzi. Bravi. Erano già a metà dell’opera. Avrebbero potuto in poco tempo rifarsi della gaffe precedente: lasciare che un’autobomba possa esser lasciata da chiunque a Times Square, non dà un’immagine particolarmente entusiasmante della sicurezza americana. Non restava che sguinzagliare quanti più uomini e mezzi possibili alla sua ricerca.

 

 

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SHAZAD SI IMBARCA SENZA PROBELMI - E così, Shahzad ha tutta l’Fbi alle calcagna. Non solo. Già da poche ore dopo l’attentato, era stato tenuto sotto stretta sorveglianza nella sua casa in Connecticut. Ma Shahzad guarda la tv. Scopre di essere ricercato. Fugge. E l’Fbi, se lo perde. Il suo nome viene diramato ovunque. Tant’è, riesce a imbarcarsi. Seconda, tragica, beffa. Proprio così. Shahzad, nonostante il suo nome sia in possesso delle autorità aeroportuali, riesce tranquillamente a imbarcarsi. Compra il biglietto aereo della Emirates, fa il check-in all’aeroporto, supera i controlli, e sale sull’aereo, prendendo il volo volo EK 202. Senza alcuna difficoltà. Il Boeing 777 sul quale Shahzad viene fermato, stava per decollare.

 

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