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GRAN BRETAGNA/ Crisi, welfare, educazione: su questo oggi gli inglesi si giocano tutto

Nella Gran Bretagna chiamata al voto è urgente ricomporre la frattura tra politica e società. Al tempo stesso la corsa a tre, spiega GIANLUCA MARCATO, disorienta gli elettori. Con quali esiti?

londra_parlamentoR375.jpg (Foto)

L’invito preoccupato da parte dei leader di tutti i principali partiti al cambiamento e al rinnovamento è il segnale che “un nuovo inizio” è necessario, non tanto nell’arena politica, quanto nella società nel suo insieme.

Innanzitutto, si è resa evidente la frattura tra politica e società. Questa distanza è aumentata nel tempo e nelle ultime votazioni la percentuale dei votanti è scesa al 61,4 per cento dal 77,7 per cento del 1992. Vi sono, tuttavia, un paio di motivi che potrebbero portare a una inversione di tendenza: l’introduzione delle cronache televisive dei dibattiti in Parlamento, che hanno portato il dibattito politico nelle case britanniche, e la difficile situazione economica che rende gli elettori più attenti a chi avrà il compito di varare un piano di recupero dell’economia.

Al contempo, i dibattiti pubblici stanno trasformando la politica britannica in una corsa di tre uomini, simile alle elezioni presidenziali negli Stati Uniti, con la differenza che il Primo Ministro non ha i poteri “illimitati” propri di uno Stato presidenziale. Questo cambiamento rischia invece di allontanare la gente dalla politica, soprattutto coloro che non trovano nessuno dei tre principali leader così convincente da spingerli a votare.

La frattura tra politica e società suggerisce che la prima cosa che i cittadini devono fare è di capire che il loro contributo alla costruzione della società passa anche attraverso il voto per determinare le modalità con cui verranno affrontati i maggiori problemi del Paese. Cruciale per questa decisione e per lo stesso esercizio del voto è che siano chiari i nostri bisogni e quelli della società, per poter scegliere il partito che potrà dare la risposta più adeguata. Queste elezioni rappresentano, quindi, un’occasione per guardare dentro la società britannica, analizzandola criticamente per individuare i bisogni più urgenti.

Chi vive fuori del Regno Unito è portato a pensare che questo Paese rappresenti un’opportunità per molti di venire a vivere qui e un esempio di comportamento per molti altri Paesi. Tuttavia, stanno emergendo diversi problemi nella società britannica e alcuni equivoci devono essere chiariti. Qui di seguito ne vengono riportati tre a mo’ di esemplificazione.

In primo luogo, il sistema bancario “quasi perfetto” ha dimostrato che gli strumenti sono al servizio dell’uomo e sono sotto gli occhi di tutti i risultati quando l’uomo, invece, non li usa secondo i suoi veri bisogni reali. Il punto è che, ciò nonostante, sembra che non si sia imparato nulla e tutto continua come prima, “business as usual”, alla ricerca dello strumento che possa portare rapidamente un guadagno (il trading frequentissimo ne è solo un esempio). Di certo, la soluzione a questo problema non è data da un 10 per cento in più di tassazione su tutti gli investimenti bancari, come proposto dai Liberal Democrats.

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