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PROCESSO AI CANNIBALI/ La sentenza-shock: il giudice “grazia” i due colpevoli

Maxim Glavatskih e Yuri Mozhnov Maxim Glavatskih e Yuri Mozhnov

 

Ma non è neanche escluso che il magistrato si sia fatto anche condizionare dall’arringa del legale di Glavatskih, che ha chiesto per il suo assistito una pena mite, ricordando la giovane età degli imputati e quindi il fatto che per loro esiste “una possibilità reale di correzione”, aggiungendo con voce commossa: “Allora non saranno definitivamente persi per la società”. Il giudice ha accolto solo in parte anche il ricorso presentato dalla parte lesa in sede civile, imponendo agli imputati di pagare un milione di rubli di risarcimento per il danno morale, pari cioè in totale a soli 50mila euro. Mentre la madre di Karina ne aveva chiesti molti di più: ben 5 milioni di rubli, pari a 250mila euro.

 

Ma la sentenza del giudice non è stato l’unico colpo di scena nel corso dell’ultima udienza del processo ai cannibali. Il sito Internet Kommersant.ru riporta la notizia secondo cui dopo il verdetto si è saputo che alcuni dei testimoni dell’accusa avrebbero ricevuto diverse minacce. Mentre la madre di Karina avrebbe ricevuto una e-mail in cui era scritto “Mamma, perché mi hai abbandonato?”, come se si volesse attribuire alla donna la responsabilità della morte della 16enne.

 

E a dimostrazione del fatto che le autorità russe hanno preso sul serio quelle minacce, tutti i testimoni dell’accusa sono stati scortati da auto delle forze dell’ordine. E che non si trattasse di timori infondati è dimostrato anche dal fatto che all’ingresso del Tribunale è stato organizzato un sit-in da parte dei fan degli imputati. Riconoscibili grazie a gonne di pelle, piercing, vistosi tatuaggi e tutti i segni distintivi dell’abbigliamento Gothic metal più estremo.

 

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