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IL CASO/ Marocco, la terra dove sempre più musulmani diventano cristiani

Pubblicazione:venerdì 11 giugno 2010

Cristiana_ArabaR375.jpg (Foto)

Attraverso i contatti personali e la testimonianza dei cristiani europei o arabi che vivono lì. A Casablanca e a Rabat esistono delle chiese, e in linea di massima può entrarci chiunque. Ma soprattutto, attraverso i canali satellitari cristiani in lingua araba o berbera, come Alhayat, che significa “la vita”. Rashid, conduttore marocchino convertito, risponde in diretta alle domande dei telespettatori. Non è l’unico presentatore convertito, e queste persone rischiano la vita per la loro attività. Per ogni puntata, almeno 20 persone musulmane chiamano, raccontando la loro storia. Ciascun network segue poi una strategia diversa. Alcuni cercano la conversione attraverso la demolizione della fede islamica, a partire dall’analisi dei testi sacri musulmani come il Corano. Altri canali invece sono meno aggressivi, puntando su una evangelizzazione vera e propria, con programmi rigorosi in cui è spiegata la religione cristiana. Altre tv cristiane infine, meno sofisticate, si limitano a trasmettere messe e altre celebrazioni religiose.

 

Il governo del Marocco ha la fama di essere moderato. Fino a che punto lo è veramente?

 

Alcuni convertiti sono stati processati, ma rispetto a buona parte dei Paesi islamici il Marocco è abbastanza tollerante. Anche perché la sua società non ha conosciuto gli eccessi fondamentalisti di altre nazioni, se si esclude l’attentato di Casablanca del 2003. Il governo tutela le minoranze presenti nel Paese, con l’obiettivo di accreditarsi di fronte alla comunità internazionale. E addirittura alcune donne sono state ammesse a guidare le preghiere durante il Ramadan. Ma su molti aspetti la legge è ancora molto categorica, e non c’è l’intenzione di cambiarla in quanto il re del Marocco afferma di discendere direttamente da Maometto, e questo gli preclude la possibilità di riformare certe norme. Di recente è successo anche che un giornale marocchino sia stato chiuso per aver pubblicato delle barzellette sui profeti e sui santi dell’Islam.

 

(Pietro Vernizzi)



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COMMENTI
09/07/2010 - dialogo cristiani e musulmani (giuseppe samir eid)

Colgo l'importanza di creare dei contatti e attività con il popolo musulmano nel nostro territorio; e per popolo non intendo moschea ma popolo.Proporre i ns valori per attirare chi non ce l'ha o non le conosci! questa è l'evangelizzazione. Battesimo e conversioni sono una conseguenza, vicina o lontana, ma secondo me non è mia priorità. Avere dei vicini musulmani con valori vicini ai nostri è il primo passo che tutti in italia dovrebbero avere. Mi permetto di riportarti al mio articolo su comunità. la prossima festa della Vergine del 8 settembre cade in concomitanza con eid el fitr. come sfruttare quest'evento nel ambito del dialogo? giuseppe samir Eid