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MEDIO ORIENTE/ Ecco perché l’Italia sta con gli Usa (e Israele) per fare la pace

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L’errore commesso da Israele avrà come effetto quello di bloccarlo. Ora nessuno dei leader palestinesi può prender più impegni con Israele senza distruggere la propria carriera politica. Quale interlocutore potrà mettersi d’accordo con Israele, a condizioni accettabili per lo stato ebraico - ammesso e non concesso che ci siano - e facendole accettare ai palestinesi? L’altro risultato è che Hamas si sente molto più forte e legittimata. Non però a proseguire il confronto con Al Fatah. Tra le due formazioni c’è un contrasto di fondo, alimentato da questioni di potere e di ricchezza, tra estremisti radicali e moderati, sostenuti dall’Egitto e dalla massa degli stati arabi. Sono posizioni non conciliabili.

 

La crisi cambierà la politica degli Usa nell’area?

 

Gli Usa in questo momento hanno bisogno della Turchia per agevolare il ritiro dall’Iraq. In questa chiave di collaborazione va inquadrata la politica di apertura ai curdi fatta dal premier Erdogan e dal presidente Gul, cose che finora in Turchia non erano state assolutamente accettate. Per quanto riguarda Israele, gli Stati Uniti restano l’interlocutore obbligato.

 

A cosa prelude la nuova strategia autonoma della Turchia in Medio oriente?

 

La Turchia acquista un notevole peso nell’ambito di tutto il mondo islamico. La stessa vittoria dell’AKP di Erdogan ha fatto già crescere l’islamizzazione interna, anche se un’involuzione islamica in senso radicale è improbabile perché il paese è governato da un complesso di equilibri che sono quelli di una democrazia. Il vero problema è che a pagare il conto della propria scarsa lungimiranza politica sarà l’Europa.

 

L’Europa? Perché?

 

L’Europa ha approfittato della Turchia durante tutta la Guerra fredda come baluardo contro una penetrazione sovietica nel Mediterraneo. Adesso, a causa della politica miope di Merkel e Sarkozy, non la vuole più, ma l’Europa senza la Turchia perde la possibilità di giocare un importante ruolo strategico. Ecco perché la Turchia guarda altrove. L’influenza turca si farà sentire in Siria, provocandone un certo distacco dall’Iran. Per il resto si tratterà di vedere come «sfrutterà» il blocco del processo di pace.

 

 

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