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HAMAS/ Pena di morte contro i collaborazionisti. Un articolo de L’interprete

Applicata per la prima volta la pena di morte a Gaza. Ma da tempo vengono uccise le persone sospettate di collaborazionismo con Israele

hamassoldati_R375.jpg (Foto)

HAMAS PENA DI MORTE ISRAELE – Fucilati due palestinesi accusati di collaborazionismo con Israele. In un articolo su L’interprete Internazionale, si racconta il caso di Mohammed Ismail di 36 anni e Nasser Abu Freh di 35, i primi due palestinesi a subire la condanna a morte da quando Hamas ha assunto da tre anni il controllo della striscia di Gaza. L’articolo dice che secondo la legge dell’Autorità Nazionale Palestinese, “le esecuzioni capitali possono essere effettuate solo con l’autorizzazione del Presidente, ma l’organizzazione integralista islamica, non riconoscendolo, si è ben guardata dall’interpellare Abbas, lanciando così un’ulteriore sfida alla sua autorità”. Numerose e vibrate le critiche internazionali alle due condanne a morte: il Ministero degli Esteri francese e l’Alto Commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani delle Nazioni Unite tra gli altri.



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Il ministro degli interni palestinese per tutta risposta ha detto che in futuro le condanne a morte saranno applicate anche a casi come l’omicidio o reati connessi alla droga. E’ una guerra nella guerra, fra due opposte fazioni palestinesi, dice l’articolo de L’interprete: “Una guerra fatta anche di rapimenti di centinaia di persone che vengono prelevate dalle proprie case da Hamas, torturate e poi ritrovate, gravemente ferite o uccise, in zone isolate o nelle camere mortuarie degli ospedali di Gaza”. Di fatto, oltre alle due recenti esecuzioni ufficiali, Human Rights Watch parla di almeno altre 32 esecuzioni nascoste fatte da uomini con il volto coperto sempre ai danni di persone accusate di collaborare con Israele. Di fatto, in Palestina Hamas sta cercando di rendere operativa la legge islamica. Appena vinte le elezioni nel 2006, il portavoce dell’organizzazione Hamed Bitawi aveva dichiarato: “Il Corano è la nostra Costituzione, Maometto è il nostro Profeta, la jihad è il nostro cammino, e morire come martiri per amore di Allah è il nostro massimo desiderio”.






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