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OMICIDIO MONS. PADOVESE/ Asia News: “Nuovi agghiaccianti particolari. Omicidio rituale islamico”

Nuovi sviluppi sull'omicidio del vescvo italiano in Turchia. Sarebbe un vero delitto a carattere religioso

padovese1R375.jpg (Foto)

MONSIGNOR PADOVESE OMICIDIO - Sull’omicidio di Monsignor Luigi Padovese, l’agenzia AsiaNews riporta nuovi sviluppi. Si sarebbe trattato di un omicidio rituale islamico. Testimoni - scrive AsiaNews - affermano di aver sentito il vescovo gridare aiuto. Ma ancora più importante, è che essi hanno sentito le urla di Murat subito dopo l'assassinio. Secondo le fonti citate dall'agenzia, egli è salito sul tetto della casa è ha gridato: “Ho ammazzato il grande satana! Allah Akbar!”. Le ultime due parole in particolare rivelano la vera natura dell’omicidio. Dice AsiaNews: “Questo grido coincide perfettamente con l'idea della decapitazione, facendo intuire che essa è come un sacrificio rituale contro il male. Ciò mette in relazione l'assassinio con i gruppi ultranazionalisti e apparentemente fondamentalisti islamici che vogliono eliminare i cristiani dalla Turchia”.



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AsiaNews, agenzia del Pontificio Istituto Missioni Estere, chiede che il governo turco riveda le sue dichiarazioni sull’omicidio, così come le prime espresse dal vaticano, e che cioè l’assassinio non avrebbe risvolti politici e religiosi. Fermo restando, dice l’agenzia, quello che ha detto il Papa durante il suo viaggio verso Cipro: !Questo omicidio non può essere attribuito alla Turchia e ai turchi, e non deve oscurare il dialogo”. Il vice di Padovese, padre Domenico Bertogli vicario generale di Anatolia, chiede che si faccia piena luce sull’episodio, in particolare su certe dichiarazioni che vogliono l’assassino un malato di mente: “L’omicida non può essere diventato depresso in un giorno e non esiste nessun rapporto sanitario che lo dichiari tale. Ormai è certo che il giovane è sano di mente. Non c'è alcun certificato medico che attesti la sua invalidità mentale. Negli ultimi tempi egli stesso diceva di essere depresso, ma ormai si pensa che questa fosse tutta una strategia per potersi difendere in seguito”.







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