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MEDIO ORIENTE/ Il Papa ha visto giusto: Israele, Siria e Iran preparano la guerra

Lo scenario evocato da Benedetto XVI, che ha scongiurato un nuovo bagno di sangue in Medio oriente, è fondato. Lo spiega GIAN MICALESSIN: tra Israele, Siria e Iran si prepara la guerra

Benedetto XVI è molto preoccupato per quanto può accadere in Medio oriente (Imagoeconomica) Benedetto XVI è molto preoccupato per quanto può accadere in Medio oriente (Imagoeconomica)

A qualcuno piacerebbe liquidarla come la visione di una nuova Cassandra. Chi tiene d’occhio il Medio oriente sa, invece, che il discorso con cui Papa Benedetto XVI avverte del rischio di un bagno di sangue in Medio oriente sa più di lucida analisi che d’affrettata profezia. Per capirlo basta dare un occhiata all’epicentro del sisma. La vera faglia s’estende lungo tutto il confine israeliano libanese. Lungo quei 120 chilometri di frontiera si concentra lo scontro tra i due grandi nemici regionali, tra lo stato d’Israele e l’Iran rappresentato, formalmente, dalla milizia scita di Hezbollah.

 

La forma nella prossima guerra di Libano conterà però assai poco. Anche perché non sarà - come nel 2006 - uno scontro di confine, ma un conflitto totale e spietato. Un conflitto indispensabile dal punto di vista israeliano per poi colpire - senza temere ritorsioni sul proprio territorio - i centri nucleari di Teheran. Una guerra indispensabile dal punto di vista di Hezbollah e Siria per garantire la sopravvivenza propria e del grande protettore iraniano.

 

Questo carattere risolutivo dello scontro ne rende inevitabile l’espansione a tutto il territorio libanese. Israele da punto di vista strategico non può più permettersi di concepire una guerra limitata alla fascia di confine. Dopo il cessate il fuoco del 2006 e il dispiegamento di 10mila caschi blu tra la frontiera e il fiume Litani, Hezbollah ha cambiato strategia di riarmo. I missili, le armi e le munizioni inviate dall’Iran e dalla Siria in barba all’embargo Onu vengono accantonate nei depositi della valle della Bekaa e nei nuovi arsenali al confine con la Siria e a nord del Litani. In quegli arsenali sono confluiti in questi 4 anni circa 40mila missili d’ogni tipo, dai katyusha con una portata di una dozzina di chilometri fino - si dice - ad alcuni esemplari di missili Scud, i giganteschi missili balistici dell’era sovietica capaci di sbriciolare un intero isolato.

 

Stando all’intelligence israeliana, il centro di smistamento delle testate è un deposito nei pressi della città siriana di Adra, a nordest di Damasco. In quello e in altri depositi - a totale disposizione dei militanti di Hezbollah e dei consiglieri militari della Brigata Al Quds dei pasdaran - vengono accantonate le forniture balistiche provenienti dall’Iran.

 

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COMMENTI
09/06/2010 - visioni o solo incubi di un sonno malcelato ? (orazio gerosa)

l'articolo di Gian Micalessin mi suona strano e nello stesso tempo anche possibile al che mi pongo una domanda: come mai la stampa internazionale non fa rullare i tamburi di una minaccia incombente ? In tal senso non ho appreso nulla negli ultimi tempi o sono solo avvisaglie dei cristiani orientali assediati dalle comunitá orientali ? Infine per quale ragione non intervengono le "potenze" a pacificare l'area imponendo a Israele dei limiti alla politica espansionista e di segregazione oltre che di terrorismo di stato come relazionato e a seguito degli ultimi eventi ?

 
08/06/2010 - corsi e ricorsi storici...lo scontro di "civiltà" (marco penazza)

Alla fine nessuno inventerà nulla nonostante l'umanità si pregi delle conquiste di civiltà che è stata capace di portare avanti grazie al progresso la scienza e la tecnologia.Alla fine bisognerà vedere se tutto questo scibile,nell'era della comunicazione globale ed in tempo reale, riuscirà a scongiurare uno scontro di civiltà,che verrà immerso in un bagno di sangue se cosi sarà e non si riuscirnno a sovvertire i"corsi e ricorsi della storia"del Vioco che tutti abbiamo appreso a scuola.Siamo davvero umani purtroppo e la contrapposizione cruenta per noi è ancora un'opzione che è più foprte di noi e non riusciamo a bandire sulla faccia della terra pur sapendo e conoscendo le terribili conseguenze che lasciano sul campo di battaglia per anni ed anni,la scelta di una guerra.Arnold Toymbee filosofo e diplomatico contemporaneo credente,analizza profondamente i meccanismi umani nelle diversità delle culture superstiti presenti sulla ns. terra,partendo da questioni ataviche risalenti alla notte dei tempi,ma che hanno diviso e contrapposto da sempre culture e civiltà diverse fra loro, che per un istinto di soppravvivenza,pena soccombere al più forte,si sono sempre misurate escontrate alla fine in modo cruento e doloroso.Nella ns.epoca con le ns.tecnologie,con la nostra Società "aperta"si nutre sempre la speranza di giungere e conservare disperatamente in ultimo un dialogo,sincero franco ma che sia foriero ad evitare catastrofi irreparabili a spese di innocenti ignari.Sosteniamoil Papa!