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CINA/ Da Mao a Orwell. Diario di viaggio di un ex comunista

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Andiamo a visitare un grande quartiere, di origine industriale diventato il quartiere degli artisti, migliaia di laboratori e di negozi espositivi. Mi sorprendo al vedere per la prima volta un ambiente di creatività moderna, anzi ultramoderna, di libera espressione artistica, dove però non si esprime una critica. Mi sarei perlomeno aspettato richiami alla parte povera del paese. Ritorni a tradizioni scomparse, e cosi via. Ma l’egemonia culturale “tiene” bene nell’arte astratta, non c’è ragione di metterci dati concreti.

 

Incontro con Antonino Laspina, direttore della sede cinese del nostro ICE. Fa un racconto travolgente del dinamismo economico della Cina, con ampie tabelle di cifre. Ci chiede di capire e far capire in Italia come e perché questo dinamismo è destinato a investire e cambiare il mondo intero. Basti pensare al ruolo ormai strategico che i cinesi stanno svolgendo in Africa. Oppure all’acquisto della Volvo da parte dei cinesi.

 

Mercoledì si parte per Shanghai. Due ore di aereo. Arrivo di sera in città, luci di arredo grandiose, in cima ai grattacieli luci che fanno sembrare i tetti delle piccole pagode, come se il villaggio fosse stato innalzato di oltre trenta piani. Il ponte più grande che attraversa il fiume ha luci che si modificano ciclicamente, realizzando l’arcobaleno. Alle dieci di sera le luci si spengono.

La prima sera, cena nel ristorante italiano, evidentemente abbiamo qualche problema ad appassionarci alla cucina cinese. Sino a qui abbiamo apprezzato solo anatra laccata e pesce fresco. Ma fra noi ci sono veri avventurieri, come quelli che hanno mangiato lo scorpione fritto.

 

Visita all’Expo. Immenso perché punta ad educare grandi masse di cinesi a conoscere il mondo. Tutte le varie nazioni hanno fatto grandi investimenti per farsi conoscere. È evidente che si tratta di un’immensa promozione turistica, mentre non ha grande rilievo la presentazione di prodotti. L’Italia si presenta con il Duomo di Firenze, e poi con la moda, il design, la Scala, infine Milano presenta il progetto Expo 2015. Forse dovevamo presentare altre bellezze dell’Italia, ma esibire il Duomo di Milano e piazza San Pietro non è stato possibile.

 

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COMMENTI
30/07/2010 - meraviglioso! (Federica Spisni)

Leggendo casualmente questo articolo ho rivissuto la mia esperienza di queste ultime 3 settimane... Sono ancora qui a Shanghai...purtroppo il mio viaggio finirà domani...ma le parole lette hanno riassunto l'idea che mi sono fatta anche io di questo "strano" popolo... Questa è la terza volta che vengo a passare le mie vacanze qui e dalla prima nel 2006 sono cambiate veramente tante cose in così poco tempo. E' un mondo in continua evoluzione. Abbiamo forse da imparare parecchio da loro...ma la paura è troppa. Ora sembriamo noi più chiusi nei loro confronti...

 
18/07/2010 - Grazie Aldo! (Giuseppe Crippa)

Trovo questo articolo di Brandirali semplicemente splendido! Me lo sono bevuto (normalmente articoli di 5 pagine non li reggo fino in fondo…) più di una volta e credo di avere appreso sulla Cina molto più di quanto scrivano i quotidiani in molti dei loro articoli. Tra l’altro le osservazioni di Brandirali coincidono in modo sorprendente con la mia peraltro ridottissima esperienza fatta di conversazioni e scambi di mail con alcuni colleghi cinesi. Condivido con tutto il cuore il suo auspicio finale: volesse il Cielo che i cinesi, dopo lo sviluppo, vadano alla scoperta di un Altro!