BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |

Esteri

CINA/ Da Mao a Orwell. Diario di viaggio di un ex comunista

cina_pechinoR375.jpg(Foto)

 

Siamo venuti per la settimana di Milano, l’assessore alla cultura Finazzer Flory ha presentato il “dinamismo di Milano”, poi espresso con l’uomo che correva su pedana rotante. Cosa sorprendente per i cinesi che in sei anni hanno fatto più strada che Milano in venti.

Incontro con i gestori dell’Expo. Ci spiegano come sono riusciti a fare le infrastrutture con una velocità impressionante, e ci dicono che hanno l’aspettativa di 70 milioni di visitatori. Chiedo se hanno calcolato quanto guadagneranno, mi rispondono scandalizzati che il governo cinese ha fatto l’Expo per dare informazione ai cinesi e per costruire relazioni.

 

In un quartiere visitiamo una residenza attrezzata per famiglie dove prevalgono gli anziani, forma interessante di integrazione generazionale. Poi incontriamo i responsabili del dipartimento (la forma di decentramento nei quartieri). Visitiamo una scuola, dove i ragazzi praticano molto sport, in particolare il tennis da tavolo. Bambini di dieci anni mostrano grande tecnica e una velocità impressionante.

Nella divisa semplice e in ordine dei bambini, nel loro atteggiamento in classe e sul campo di gioco, si vede grande responsabilità e attenzione educativa degli insegnanti. Rimaniamo colpiti dagli anziani, dalla loro dignità e dal loro “spessore” morale. Sorge la domanda: da dove origina questo spessore etico? Non è un prodotto del comunismo e neppure della dittatura. Lasciamo la domanda aperta.

 

Visita ad una fabbrica di calze, 5000 lavoratori giovani su migliaia di macchine automatiche prodotte da un’azienda di Brescia, centinaia di milioni di calze prodotte ogni anno. Qui si fa ricerca scientifica per fare calze particolarmente confortevoli, con la presenza di fibra di bambù la calza diventa persino curativa secondo elementi della medicina cinese. Le ho provate, e posso confermare che sono davvero confortevoli.

 

Incontro con i governanti locali. La mia prima domanda è legata al fatto che la fabbrica ha costruito le case per i suoi operai. Chiedo se i giovani possono portare con sé i loro genitori. Scandalizzati mi chiedono se in Italia i vecchi vanno dove vanno i giovani. Glisso sulla questione che i familiari vecchi di questi giovani versano in situazioni di miseria. Ma qualcuno capisce e mi assicura che i giovani mandano contributi economici ai genitori.

 

Clicca >> qui sotto per continuare l’articolo

 

 

 


COMMENTI
30/07/2010 - meraviglioso! (Federica Spisni)

Leggendo casualmente questo articolo ho rivissuto la mia esperienza di queste ultime 3 settimane... Sono ancora qui a Shanghai...purtroppo il mio viaggio finirà domani...ma le parole lette hanno riassunto l'idea che mi sono fatta anche io di questo "strano" popolo... Questa è la terza volta che vengo a passare le mie vacanze qui e dalla prima nel 2006 sono cambiate veramente tante cose in così poco tempo. E' un mondo in continua evoluzione. Abbiamo forse da imparare parecchio da loro...ma la paura è troppa. Ora sembriamo noi più chiusi nei loro confronti...

 
18/07/2010 - Grazie Aldo! (Giuseppe Crippa)

Trovo questo articolo di Brandirali semplicemente splendido! Me lo sono bevuto (normalmente articoli di 5 pagine non li reggo fino in fondo…) più di una volta e credo di avere appreso sulla Cina molto più di quanto scrivano i quotidiani in molti dei loro articoli. Tra l’altro le osservazioni di Brandirali coincidono in modo sorprendente con la mia peraltro ridottissima esperienza fatta di conversazioni e scambi di mail con alcuni colleghi cinesi. Condivido con tutto il cuore il suo auspicio finale: volesse il Cielo che i cinesi, dopo lo sviluppo, vadano alla scoperta di un Altro!