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CINA/ Da Mao a Orwell. Diario di viaggio di un ex comunista

Pubblicazione:lunedì 12 luglio 2010

cina_pechinoR375.jpg (Foto)

 

Eccomi all’ultimo incontro, distretto di Songjiang, ricchissimo e tutto di nuova costruzione. Al tavolo, ricchi imprenditori e la responsabile locale del partito. Prima domanda mia : correte, correte, ma dove andate? Risposta: dove tutti i cinesi staranno meglio. Chiedo di nuovo ad un imprenditore giovane e particolarmente simpatico: tu allora dove andrai quando tutti staranno bene?

 

Mi chiedono cosa ricordo di Mao, rispondo con una citazione: “non si può avere un pulcino covando un sasso”, mi chiedono cosa significa, rispondo che le cose si sviluppano per la loro energia interna, perché Mao era comunista ma anche confuciano, e la sola logica del conflitto di classe non gli bastava. Quindi si poneva il problema del costruire l’unità secondo il riconoscimento del popolo, l’idea era servire il popolo. Allora mi chiedono della svolta a destra fatta da Deng Xiaoping. Ricordo loro che questi diceva che non importa se i gatti sono rossi o grigi, l’importante è che prendano i topi. Rimangono sbalordititi di questo mia “immersione” nella storia cinese…

 

A questo punto ho una miracolosa occasione. Oltre il lago che si vede dal ristorante c’è un grande quartiere tutto nuovo, al suo centro si erge il campanile di una chiesa, con sopra la croce. Io dico che prima avevo il cuore con Mao ma che ora ho il cuore con quella croce che si vedeva all’orizzonte. Stupore generale, che io normalizzo dicendo: so dove andrete dopo lo sviluppo, andrete verso la scoperta di altro.

 

Qui finisce il mio viaggio. Morale: se volete vedere il mondo di Orwell andate in Cina. Imparerete a farvi la domanda giusta sull’esistenza: a che serve avere tutto se perdo me stesso? I vecchi cinesi all’alba fanno la loro strana ginnastica, e attendono che i giovani superino la sbronza attuale.

 

 

 



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COMMENTI
30/07/2010 - meraviglioso! (Federica Spisni)

Leggendo casualmente questo articolo ho rivissuto la mia esperienza di queste ultime 3 settimane... Sono ancora qui a Shanghai...purtroppo il mio viaggio finirà domani...ma le parole lette hanno riassunto l'idea che mi sono fatta anche io di questo "strano" popolo... Questa è la terza volta che vengo a passare le mie vacanze qui e dalla prima nel 2006 sono cambiate veramente tante cose in così poco tempo. E' un mondo in continua evoluzione. Abbiamo forse da imparare parecchio da loro...ma la paura è troppa. Ora sembriamo noi più chiusi nei loro confronti...

 
18/07/2010 - Grazie Aldo! (Giuseppe Crippa)

Trovo questo articolo di Brandirali semplicemente splendido! Me lo sono bevuto (normalmente articoli di 5 pagine non li reggo fino in fondo…) più di una volta e credo di avere appreso sulla Cina molto più di quanto scrivano i quotidiani in molti dei loro articoli. Tra l’altro le osservazioni di Brandirali coincidono in modo sorprendente con la mia peraltro ridottissima esperienza fatta di conversazioni e scambi di mail con alcuni colleghi cinesi. Condivido con tutto il cuore il suo auspicio finale: volesse il Cielo che i cinesi, dopo lo sviluppo, vadano alla scoperta di un Altro!