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PERCORSI/ Marina Corradi: l’imprevista straniera che guarda Granada

In viaggio in Andalusia verso Granada, MARINA CORRADI racconta il panorama della Sierra Nevada. L’articolo è tratto dal numero di Tempi in edicola

Dietro la Alahambra il massiccio della Sierra Nevada Dietro la Alahambra il massiccio della Sierra Nevada

L’articolo è tratto dal numero di Tempi in edicola

 

Dieci di luglio, sulla strada statale da Cordoba a Granada. La N-432 è un nastro d’asfalto lucente sotto il sole. Veniamo dalla Meseta, e ci siamo abituati alle sue distese desertiche e riarse. I campi di girasoli che improvvisamente si allargano attorno a noi ci sbalordiscono con il loro oro. Si perdono all’orizzonte le schiere di girasoli: bruciano docili nell’aria ardente dell’Andalusia.

La N-432 sale e scende con dolcezza fra le colline; rari camion lenti e polverosi, e nessun altro, pare, in viaggio stamane alla volta di Granada. Il termometro dell’auto segna 43 gradi. Il sole acceca e incombe sugli uomini, ma le distese di girasoli lo seguono con le corolle spalancate, come devote al loro dio.

La strada procede verso sud - noi andiamo avanti adagio, soggiogati da questa luce sovrana. Sulle colline ora compaiono gli ulivi: schiere di ulivi in geometria perfetta, in linee parallele, all’infinito. Sembra un esercito disciplinato questo schieramento di ulivi. Come testuggini di esercito romano che occupino in pace le colline - le radici avvinghiate alla terra bollente.

E vai lungo il nastro lucente senza fretta. Il volante sotto le mani scotta, e nello specchio retrovisore, sulla strada, nessuno. Solo sulla sommità dei colli antiche rocche e castelli - per sempre di vedetta contro un nemico da lungo tempo scomparso.

Ci fermiamo in un bar che sembra un saloon del West, con la piazzola polverosa e bollente, e solo due avventori immobili come statue al bancone. La vecchia padrona ha la faccia segnata da settant’anni di spietato sole. Riparti, avanzi piano, ipnotizzata dalla N-432 - mentre ti viene il dubbio che per quanto bella sia Granada, non lo sarà quanto questa strada deserta che procede e ti guida come un binario, verso un orizzonte infinito.

L’apparizione è improvvisa. Davanti a noi, nel varco fra due colline, il nastro della strada sembra sbarrato da una mole spaventevole e immensa. È la Sierra Nevada: altissima e candida, nel caldo torrido, di neve e di ghiacci; così che sembra non appartenere a questo orizzonte andaluso.

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