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LOVE PARADE/ Tragedia al rave party di Duisburg: 19 morti, c’è anche un’italiana

Pubblicazione:domenica 25 luglio 2010

La Love parade di Duisburg, vista dall'alto. E' visibile il tunnel della tragedia La Love parade di Duisburg, vista dall'alto. E' visibile il tunnel della tragedia

 

LOVE PARADE, TRAGEDIA A DUISBURG - 19 morti e 340 feriti, è questo il bilancio della tragedia di ieri alla Love parade di Duisburg, in Germania. L’incidente è avvenuto nel maxi appuntamento con la musica tecno ad alto volume che raduna quasi ogni anno in una città tedesca della Ruhr centinaia di migliaia di giovani da tutta Europa. Iniziato nel 1989, dopo la caduta del Muro, con 150 partecipanti, il suo successo è stato crescente. Promosso dalle comunità gay ma aperto a tutti, nel 2008 la Love parade si è tenuta a Dortmund, l’anno scorso avrebbe dovuto essere a Bochum ma è stata cancellata. Quest’anno l’evento ha richiamato a Duisburg circa un milione e mezzo di persone, radunate come previsto nell’ex area industriale della città, in una ex acciaieria dismessa e ora trasformata in un parco pubblico.

 

LOVE PARADE, L’INCIDENTE - Su come si sono svolti i fatti, però, le ricostruzioni sono ancora contrastanti. Si sta cercando di capire cosa possa avere scatenato l’ondata di panico che ha convogliato in un tunnel, unica via di accesso all’area dedicata alla Love parade di quest’anno, sempre più persone, mentre dall’altra parte un gigantesco afflusso in senso contrario premeva contro di loro. La tragedia si è consumata all’interno del tunnel della Karl Lehr strasse, che conduce all’area del rave party, a causa di una calca improvvisa - stando alle testimonianze di chi è stato coinvolto - tra chi tentava di entrare e chi già all’interno non aveva posto per muoversi. Questo ha determinato il fatto che molti ragazzi si siano trovati bloccati e di conseguenza, nell’enorme massa caotica di persone che premevano, siano rimasti uccisi, o perché calpestati o per soffocamento.

 

Nemmeno è chiaro il ruolo che possono aver avuto nella tragedia le forze dell’ordine. Esse potrebbero aver tentato di contingentare gli ingressi per motivi di sicurezza, rallentando o bloccando l’afflusso di nuovi partecipanti alla Love parade, che invece si sapeva essere ad ingresso libero. Questo potrebbe aver determinato il crearsi di una pressione ancora maggiore da parte di chi ancora stava arrivando per partecipare.

 

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