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Esteri

AFGHANISTAN/ Herat, uccisi due soldati artificieri italiani da un trappola dei talebani

Il primo maresciallo Mauro Gigli, e Pierdavide De Cillis, caporalmaggiore, sono morti mentre stavano facendo, in Afghanistan, a Herat, il loro prezioso mestiere: stavano disinnescando un ordigno rudimentale che avrebbe potuto mietere vittime tra i civili

Il primo maresciallo Mauro GigliIl primo maresciallo Mauro Gigli

Muoiono ancora soldati, sul fronte afghano; soldati italiani. Due genieri: il primo maresciallo Mauro Gigli, e Pierdavide De Cillis, caporalmaggiore. Facevano parte di un team Iedd (Improvised Explosive Device Disposal): esperti in grado di rimuovere e disinnescare ordigni esplosivi improvvisati, i famigerati Ied. Una delle armi preferite dai talebani. Uno tra gli strumenti di morte, in questa guerra, più fatali. Lo stesso che ha tolto loro la vita, compiendo così il disegno spietato di terroristi spietati. Per i quali, in Afghanistan, come in Iraq, i genieri sono tra i principali ostacoli da far fuori.

Con loro, pare siano morti anche due afghani. Non è ancora chiaro se si tratti di militari o civili, né la notizia è stata confermata. E’ rimasto coinvolto nell’attentato il capitano Federica Luciani del 2° reggimento genio pontieri di Piacenza. Se l’è cavata con lievi escoriazioni. Si allunga così la lista dei nostri soldati caduti in Afghanistan. Sono 29, adesso, da quando, nel 2002, inviammo il primo contingente. 19, di questi, sono stati uccisi dai talebani.