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IL CASO/ Luisa e Ada, le nonnine maltrattate dalla “civilissima” Spagna

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Uno degli effetti della globalizzazione è stato sicuramente un aumento dei flussi migratori che hanno investito intere nazioni. Spesso per lavoro o anche per scappare da luoghi dove esistono ancora regimi che con la parola democrazia hanno poco a che fare, spesso per fuggire dalla miseria più nera.

 

Il fenomeno ha scatenato in alcuni Paesi una furia xenofoba che travalica i confini del vivere civile, con casi eclatanti dove il già riprovevole “sentimento” si è trasformato in sadismo puro e sintomo di quanto la barbarie ha toccato nazioni che si definiscono “civili”. Certo la storia non insegna proprio nulla ed è spesso quel deprecabile scherzo che, come diceva Voltaire , “i morti giocano ai vivi”.

 

Nel breve volgere di un mese, la Spagna è stata protagonista di due casi eclatanti che hanno coinvolto due anziane signore argentine, Luisa Ormeño, di 72 anni e Ada Ghiara di 88. Due nonne che hanno avuto la sola colpa di voler viaggiare in Spagna per rivedere, invitate dai parenti che vi risiedono, i propri figli e nipoti, entrambe accompagnate nel lungo viaggio aereo da altri nipoti. Entrambe avevano intrapreso la dolce esperienza informandosi presso i locali consolati spagnoli delle loro città di residenza, Buenos Aires e Cordoba.

 

L’emozione della riunione si è però trasformata in un incubo appena atterrate all’aeroporto di Madrid , bloccate da un ufficio immigrazione che ha incontrato vizi puramente formali nella loro documentazione e di conseguenza le ha rispedite in Argentina avendole però prima fatto assaggiare un po’ di “ospitalità” locale, rinchiuse a chiave in stanze apposite per giorni, senza mangiare, senza possibilità alcuna di contatto con i parenti (che le attendevano festanti nella sala arrivi) e con le autorità argentine locali (Ambasciata, Consolato).

 

Ma anche nell’impossibilità, specie per la signora Ormeño, di poter prendere dei medicinali che abitualmente usa per il suo cagionevole stato di salute: insomma sono state trattate alla stregua di deliquenti comuni (ai quali però è permesso di contattare un avvocato).

 

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COMMENTI
02/08/2010 - Disaccordo 3 (david blazquez)

Mi sembrerebbe ugualmente ingiusto incolpare a tutti gli argentini dei massacri perpetrati da quella manciata di compatrioti suoi che sporcò non molto tempo fa il nome della sua meravigliosa Argentina, alla quale la Spagna deve tanto. FINE.

 
02/08/2010 - disaccordo 1 (david blazquez)

In queste righe l’autore assicura che «la globalizzazione ha aumentato i flussi migratori» e che questo «fenomeno ha scatenato in alcuni paesi una furia xenofoba che travalica i confini del vivere civile, con casi eclatanti dove il già riprovevole “sentimento” si è trasformato in sadismo puro e sintomo di quanto la barbarie ha toccato nazioni che si definiscono “civili”». Immediatamente dopo, lei racconta i fatti delle due anziane (Luisa Ormeño e Ada Ghiara) espulse dall’aeroporto di Madrid e rimandate in Argentina e finisce per dire che quel comportamento è intollerabile «specie in una nazione che sta attraversando una crisi profonda, ma che si proclama all’avanguardia nei diritti civili». Innanzitutto voglio dire che coincido col giudizio dell’autore sull’inammissibilità del trattamento ricevuto dalle due anziane (Luisa Ormeño e Ada Ghiara) all’aeroporto di Madrid. In nessun caso avrebbe dovuto prodursi, specie tenendo conto della loro età. Chi ha fatto notizia di quell’ingiusto trattamento, ha fatto bene. Dissento invece su altri punti. Mi sembra che lei nel suo articolo, prendendo spunto da uno sgradevole successo che fa bene a denunciare, si ecceda in diversi sensi. Lei parla della espulsione di due persone irregolarmente identificate (sicuramente irregolarità che non giustificherebbero tale decisione) e, senza altri fatti, parla di «furia xenofoba», di «sadismo puro» e di «barbarie». Mi sembrano giudizi sproporzionati e carenti di motivi. Continua...

 
02/08/2010 - disaccordo 2 (david blazquez)

Per tre ragioni: 1) perché si tratta di due casi in un periodo lungo di tempo – proporzionalità non sufficiente come per parlare di «furia» –, 2) perché non sono state espulse in quanto «argentine» – ragione che giustificherebbe l’epiteto di deportazione «xenofoba», ma in quanto non correttamente identificate – e 3) perché il «sadismo puro» e la «barbarie», almeno da come vengono definite nei vocabolari e da come vengono normalmente intesi, sono ben lontana dal senz’altro non giustificabile trattamento ricevuto dalle due anziane. Inoltre, lei incolpa di quei successi a tutta la «nazione». Mi sembrerebbe più opportuno parlare degli ufficiali che hanno commesso il delitto, delle «forze doganiere», della «polizia» o, se vuole, del «Governo spagnolo», ultimo responsabile politico di tali corpi di sicurezza. Mi sembra, invece, una generalizzazione sproporzionata e gratuita parlare dell’intera «nazione». Se la sua intenzione era denunciare la politica doganiera del Governo spagnolo, o la presunta politica sociale del presidente Zapatero, avrebbe bastato esprimerlo in quei termini. Io avrei sottoscritto. Se quello che lei ha voluto dire, invece, è che la nazione spagnola è nel presente «xenofoba», «sadica» e «barbarica» nei confronti del popolo argentino o di altri popoli, mi sembra si sbagli. Quel giudizio sarebbe storicamente infondato. Bisogna stare attenti, quando si vuole denunciare un particolare a non prendere la parte per il tutto. Continua...