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IL CASO/ Luisa e Ada, le nonnine maltrattate dalla “civilissima” Spagna

Pubblicazione:sabato 31 luglio 2010

Spagna_BandieraR375_21feb09.jpg (Foto)

Attualmente le due nonnine sono rientrate in Argentina indignate e i loro casi sono stati commentati dalla stampa locale, che ha dato ampio risalto all’increscioso accaduto. Le autorità spagnole in Argentina si sono arrampicate sugli specchi, adducendo le stesse ragioni che hanno bloccato le malcapitate a Madrid. Vizi formali, come ad esempio una lettera di accompagnamento e garanzia che non è stata considerata valida in quanto un fax anziché una copia originale.

 

Chissà che immagini avranno ripercorso nella loro memoria le due signore mentre erano prigioniere: sicuramente si saranno ricordate di quando le loro famiglie sono approdate in Argentina per sfuggire alla fame di un’Europa di inizio secolo scorso o del dopoguerra, dilaniata dalla miseria più nera, e la felicità di aver incontrato un’accoglienza degna ed essersi costruite un futuro per loro e le loro famiglie.

 

Chissà, forse hanno ricordato anche l’immagine di Eva Peron e della sua trionfale visita in una Spagna che ancora si leccava le ferite di una guerra civile, dove la “primera Dama” argentina arrivò per annunciare l’invio gratuito di grano a una popolazione affamata e ponti aerei di medicinali anche dei più comuni, che scarseggiavano.

 

Succesivamente il cammino della storia ha preso direzioni differenti e l’Argentina ha vissuto quello che tutti sappiamo: ma ciò non giustifica assolutamente, specie in una nazione che sì sta attraversando una crisi profonda, ma che si proclama all’avanguardia nei diritti civili, comportamenti come quelli subiti da Luisa e Ada.



© Riproduzione Riservata.

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COMMENTI
02/08/2010 - Disaccordo 3 (david blazquez)

Mi sembrerebbe ugualmente ingiusto incolpare a tutti gli argentini dei massacri perpetrati da quella manciata di compatrioti suoi che sporcò non molto tempo fa il nome della sua meravigliosa Argentina, alla quale la Spagna deve tanto. FINE.

 
02/08/2010 - disaccordo 1 (david blazquez)

In queste righe l’autore assicura che «la globalizzazione ha aumentato i flussi migratori» e che questo «fenomeno ha scatenato in alcuni paesi una furia xenofoba che travalica i confini del vivere civile, con casi eclatanti dove il già riprovevole “sentimento” si è trasformato in sadismo puro e sintomo di quanto la barbarie ha toccato nazioni che si definiscono “civili”». Immediatamente dopo, lei racconta i fatti delle due anziane (Luisa Ormeño e Ada Ghiara) espulse dall’aeroporto di Madrid e rimandate in Argentina e finisce per dire che quel comportamento è intollerabile «specie in una nazione che sta attraversando una crisi profonda, ma che si proclama all’avanguardia nei diritti civili». Innanzitutto voglio dire che coincido col giudizio dell’autore sull’inammissibilità del trattamento ricevuto dalle due anziane (Luisa Ormeño e Ada Ghiara) all’aeroporto di Madrid. In nessun caso avrebbe dovuto prodursi, specie tenendo conto della loro età. Chi ha fatto notizia di quell’ingiusto trattamento, ha fatto bene. Dissento invece su altri punti. Mi sembra che lei nel suo articolo, prendendo spunto da uno sgradevole successo che fa bene a denunciare, si ecceda in diversi sensi. Lei parla della espulsione di due persone irregolarmente identificate (sicuramente irregolarità che non giustificherebbero tale decisione) e, senza altri fatti, parla di «furia xenofoba», di «sadismo puro» e di «barbarie». Mi sembrano giudizi sproporzionati e carenti di motivi. Continua...

 
02/08/2010 - disaccordo 2 (david blazquez)

Per tre ragioni: 1) perché si tratta di due casi in un periodo lungo di tempo – proporzionalità non sufficiente come per parlare di «furia» –, 2) perché non sono state espulse in quanto «argentine» – ragione che giustificherebbe l’epiteto di deportazione «xenofoba», ma in quanto non correttamente identificate – e 3) perché il «sadismo puro» e la «barbarie», almeno da come vengono definite nei vocabolari e da come vengono normalmente intesi, sono ben lontana dal senz’altro non giustificabile trattamento ricevuto dalle due anziane. Inoltre, lei incolpa di quei successi a tutta la «nazione». Mi sembrerebbe più opportuno parlare degli ufficiali che hanno commesso il delitto, delle «forze doganiere», della «polizia» o, se vuole, del «Governo spagnolo», ultimo responsabile politico di tali corpi di sicurezza. Mi sembra, invece, una generalizzazione sproporzionata e gratuita parlare dell’intera «nazione». Se la sua intenzione era denunciare la politica doganiera del Governo spagnolo, o la presunta politica sociale del presidente Zapatero, avrebbe bastato esprimerlo in quei termini. Io avrei sottoscritto. Se quello che lei ha voluto dire, invece, è che la nazione spagnola è nel presente «xenofoba», «sadica» e «barbarica» nei confronti del popolo argentino o di altri popoli, mi sembra si sbagli. Quel giudizio sarebbe storicamente infondato. Bisogna stare attenti, quando si vuole denunciare un particolare a non prendere la parte per il tutto. Continua...