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LA STORIA/ Farouq: la mia avventura di musulmano alla scoperta della Bibbia

Pubblicazione:lunedì 5 luglio 2010

Bibbia_R375.jpg (Foto)



C’era inoltre il pericolo che gli impiegati della libreria scoprissero che ero musulmano, nel qual caso mi sarebbe toccata in sorte la cacciata teatrale dal negozio, per dimostrare a tutti quanti - specialmente alle forze di sicurezza - che lì non si ammetteva la vendita di Bibbie ai figli dei musulmani, ritenuta da alcuni un’attività missionaria che avrebbe potuto avere come risultato la chiusura della libreria.

Nessuno si voltò verso di me, mentre stazionavo di fronte allo scaffale pieno di edizioni e traduzioni diverse della Bibbia. Scelsi quella della casa editrice Dar al-Mashreq, edita la prima volta nel 1881 e messa a punto sotto la supervisione dello shaykh Ibrahim al-Yaziji, grande letterato arabo.  Pagai il prezzo del libro con i pochissimi soldi che avevo, poi uscii, quasi volando dalla felicità. Non riuscii a smettere di leggere e sebbene non ne capissi molto, perché il libro era scritto nella lingua del XIX secolo, provavo una felicità infantile.

Leggevo tutto il tempo, persino nell’intervallo tra le lezioni, quando mi sorprese uno dei miei compagni di scuola cristiani che mi strappò il libro dalle mani con violenza. Mi disse arrabbiato:«Perché leggi il nostro libro?». Gli risposi: «Questo è il mio libro, l’ho pagato io!» . Poi, tentai di riprenderlo, ma lui mi spinse a terra. Subito la classe si divise in musulmani e cristiani e scoppiò una battaglia. Andò a finire che fui accusato, con il mio collega cristiano, di provocare il conflitto religioso. 

Il direttore della scuola, sentiti i dettagli di quanto era successo, ordinò allo studente cristiano di tornare in classe, poi, dopo che questi se ne fu andato, mi disse: «Disgraziato! Perché leggi i libri di quei miscredenti?».  Dopodiché, mi sospese dalle lezioni per una settimana per aver letto la Bibbia.

Il mio collega cristiano faceva parte di un’associazione ecclesiastica, nella cui rivista lessi, vent’anni dopo, l’articolo di un prete che consigliava ai cristiani che avessero ricevuto una trasfusione di sangue, in seguito a un incidente, di ripetere il battesimo, poiché quel sangue poteva essere appartenuto a un musulmano. Per quanto riguarda invece l’accusa di miscredenza e di falsificazione della Bibbia rivolta ai cristiani, essa si è trasferita dalle stanze chiuse ai microfoni delle moschee, controllati dagli estremisti.



 

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