BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |

LA STORIA/ Farouq: la mia avventura di musulmano alla scoperta della Bibbia

WAEL FAROUQ, docente di Scienze Islamiche a Il Cairo racconta la sua storia di ragazzo musulmano. La curiosità per i profeti e per la Bibbia da coltivare al riparo da cristiani e musulmani  

Bibbia_R375.jpg (Foto)

Uno dei pilastri della fede islamica è il credere in tutti i profeti: «E dite loro ancora: "Noi crediamo in Dio, in ciò ch’è stato rivelato a noi e in ciò che fu rivelato ad Abramo, a Ismaele, a Isacco, a Giacobbe, e alle Dodici Tribù, e in ciò che fu dato a Mosè e a Gesù, e ai profeti dal Signore; non facciamo differenza alcuna fra loro e a Lui tutti ci diamo!» (Cor. 2:136) [A. Bausani, “Il Corano”,  BUR, 2007(2), N.d.T.].

Pertanto, non c’è sura che non menzioni un profeta o accenni alla sua vita, alla quale il Corano dà forma con stile profondamente retorico, volto a svelare il senso spirituale senza soffermarsi sui particolari.
La percezione del senso retorico e la comprensione del significato spirituale non erano tuttavia cose alla portata di un bambino di tredici anni. I dettagli mancanti per ricostruire interamente la storia del profeta suscitavano invece in lui una terribile curiosità. Domandò quindi all’insegnante di religione se conoscesse qualcosa in più di quei dettagli, ma costui, beffandosi delle sue domande, lo sgridò dicendogli: «Questo è il libro di Dio, non un libro di favole!».

Pur sentendosi frustrato, non si arrese. Sapeva, grazie all’insegnante di religione, che quelle vicende erano contenute nella Bibbia. Sapeva anche che la Bibbia era stata scritta dopo la morte di Cristo, motivo per cui era stata falsificata, ma non gli importava. Voleva saziare la sua curiosità e sapere come andavano a finire quelle storie, anche se, secondo l’insegnante di religione, non erano vere.

Fu così che, per la prima volta, entrai da solo, e di mia spontanea volontà, in una “istituzione” cristiana (avevo già accompagnato mia madre in chiesa per presenziare al matrimonio di una delle sue amiche cristiane): si trattava della Libreria della Bibbia, a Shubra, uno dei quartieri in cui risiedono molti cristiani. Entrare nella libreria richiedeva grande coraggio. Se mi avesse visto qualcuno dei parenti, o dei vicini di casa, sarei stato sottoposto a una lunga inchiesta. Sapevo in anticipo che “la ricerca di particolari sulle storie dei profeti” non sarebbe stata una risposta accettabile. Forse, per tale motivo, avrei ricevuto una quantità ancor più grande di sarcasmo e prediche morali.


 

CLICCA IL PULSANTE QUI SOTTO PER CONTINUARE LA LETTURA DELL'ARTICOLO