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PAPA/ Ecco nomi e cognomi di chi vuol "far fuori" Benedetto

Benedetto XVI (Imagoeconomica) Benedetto XVI (Imagoeconomica)

 

Ma è interessante notare che alla battaglia contro la natura statuale della presenza del Vaticano all’Onu, miseramente fallita nel 2004 (allorché lo status della Santa Sede fu confermato e rafforzato), si unirono anche organizzazioni con interessi non limitati al conflitto con le dottrine cattoliche sull’aborto e altri aspetti attinenti la sessualità. Fra esse D66, un partito democratico radicale olandese che attualmente ha dieci deputati alla Camera bassa e due europarlamentari, l’Associazione Madri Plaza de Mayo, la Cgil italiana (attraverso il suo Ufficio nuovi diritti) e l’Aduc, l’Associazione per i diritti degli utenti e consumatori.

 

Secondo i firmatari la Santa Sede «non è uno stato, è il governo della Chiesa cattolica. La Santa Sede chiaramente non soddisfa i criteri legali internazionali stabiliti per la statualità, che includono un territorio definito e una cittadinanza permanente. La Santa Sede non ha un territorio definito, è un governo e non un’entità territoriale». Un punto di vista totalmente snobbato da quasi tutti i governi dei paesi membri dell’Onu, decine dei quali hanno un ambasciatore accreditato presso la Santa Sede e ospitano in patria nunziature o delegazioni pontificie.

 

Un blitz nel Regno Unito?

 

Eppure recentemente l’idea è stata ripresa da due pesi massimi della pubblicistica antireligiosa britannica: Richard Dawkins e Christopher Hitchens. I quali hanno incaricato due avvocati di presentare una richiesta di arresto di papa Benedetto XVI quando si presenterà nel Regno Unito nel prossimo mese di settembre niente meno che per «crimini contro l’umanità» per pretese complicità in casi di pedofilia di membri del clero cattolico.

 

Secondo il Times «Dawkins e Hitchens sono convinti che il Papa non possa invocare l’immunità diplomatica contro l’arresto perché, anche se il suo passaggio è considerato una visita di Stato, egli non è il capo di uno Stato riconosciuto dalle Nazioni Unite». È quello che insistono a ripetere i due avvocati londinesi incaricati del caso, Geoffrey Robertson e Mark Stephens. «È altamente probabile che l’azione legale contro il Papa abbia luogo», ha detto il secondo. «Geoffrey e io siamo giunti alla conclusione che il Vaticano non è veramente uno Stato secondo la legge internazionale. Non è riconosciuto dall’Onu, non ha confini sorvegliati e le sue relazioni internazionali non sono di natura pienamente diplomatica».

 

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COMMENTI
08/07/2010 - Un urlo innamorato (claudia mazzola)

Ho letto l'articolo e mi è nato dal cuore di gridare che amo tantissimo il Papa e la sua Chiesa e farei da scudo per loro.