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LETTERA/ Perché Zapatero taccia di razzismo l’Italia e poi tratta male i sudamericani?

A seguito della replica di David Blazquez, ARTURO ILLIA risponde con questa lettera dopo il suo precedente articolo pubblicato su queste pagine

José Luis Rodriguez Zapatero (Foto Imagoeconomica) José Luis Rodriguez Zapatero (Foto Imagoeconomica)

Caro direttore,

 

anzitutto ringrazio David Blázquez per la risposta al mio articolo, ma su di essa retengo di dover fare a mia volta delle importanti precisazioni che paiono a lui sfuggire.

 

Quando scrivo chiaramente che “il fenomeno ha scatenato in alcuni Paesi una furia xenofoba che travalica i confini del vivere civile, con casi eclatanti dove il già riprovevole ‘sentimento’ si è trasformato in sadismo puro e sintomo di quanto la barbarie ha toccato nazioni che si definiscono ‘civili’” non mi limito alla sola Spagna, ovviamente.

 

Quanto poi ai due casi da me citati , essi rappresentano, almeno spero, il punto massimo toccato di un fenomeno che purtroppo da anni non li vede isolati e ogni tanto, al contrario della stampa italiana per esempio che ne da ampio risalto , i soli mezzi di informazione latinoamericani li citano.

 

E sono fatti che, come ripeto, accadono da tempo e quindi non possono essere solo iscritti a un colore politico: sono sintomi molto più profondi che oggi contrastano di più se si pensa a quanto l’attuale governo spagnolo si consideri, in alcuni casi giustamente, all’avanguardia nei diritti civili. Stiamo parlando di una democrazia regolarmente eletta non di una dittatura militare come quella argentina degli anni Settanta, come Blázquez tenta di mettere in evidenza con un paragone che proprio non quadra.

 

Tempo fa lo stesso Zapatero stigmatizzava il comportamento del ministro Maroni sulla esplosiva situazione di Lampedusa e sui diritti degli immigrati clandestini violati, parlando apertamente di xenofobia.

 

I fatti accaduti erano obiettivamente incresciosi, e le sue parole ci stavano tutte, ma non è che in Spagna vadano molto per il sottile e i due esempi da me citati lo dimostrano, tanto più che ci troviamo di fronte a persone che non hanno superato il limite della disperazione che li porta spessissimo a compiere viaggi pericolosissimi, ma gente comunissima che in pieno 2010 viene respinta perchè la documentazione presentata non è originale, ma un fax e allora apriti cielo perchè nell’epoca della tecnologia informatica, dove ormai anche una email ha valore legale nel commercio, per lo Stato iberico non conta nulla, bisogna che i “sudacas” (il termine spregiativo con cui vengono chiamati i latinoamericani ) presentino le lettere originali.

 

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