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Esteri

LETTERA/ Perché Zapatero taccia di razzismo l’Italia e poi tratta male i sudamericani?

José Luis Rodriguez Zapatero (Foto Imagoeconomica)José Luis Rodriguez Zapatero (Foto Imagoeconomica)

E questo coinvolge anche chi , come nel caso di un gruppo musicale circa un mese fa, si presenta con regolari contratti di lavoro per una tournee che doveva svolgere ma deve per gli stessi motivi cancellare tutto e dopo i fatidici giorni rinchiusi nelle stanze dell’aeroporto di Barajas, tornare in Argentina.

 

Per fatti del genere commessi nei riguardi di cittadini brasiliani, il Governo di quel Paese, dopo una serie di inutili proteste ufficiali ha intrapreso la criticabile e ingiusta soluzione del “dente per dente” respingendo comitive di turisti spagnoli con delle motivazioni altrettanto fantasiose.

 

Lungi da me incolpare tutto il popolo spagnolo, o quello italiano sia chiaro. Ma ovviamente il fenomeno esiste e, fermo restando il sacrosanto rispetto per le leggi, occorre fare un pò di mea culpa e iniziare a combattere derive che portano a queste spiacevolissime situazioni.

 

Anche perchè i tempi sono cambiati e, come ironicamente scriveva il giornale satirico argentino Barcelona in una sua recente copertina , “Crisi, disoccupazione, miseria, licenziamenti, bassi salari, fine dei piani sociali, violenza, ristrutturazioni economiche, sottomissione al FMI e successi sportivi: i Paesi poveri del mondo salutano la Spagna. Benvenuta nel Terzo mondo!”. Ovviamente questo era un commento riferito al recente sucesso calcistico iberico, ma calza a pennello anche per altre nazioni che si ritengono parte di un mondo più evoluto o storicamente diverso e che invece questo sistema ha livellato verso il basso senza che ve ne sia coscienza.

 

Altrimenti certe cose non succederebbero e la mente umana si occuperebbe di come risolvere la situazione attraverso una fattiva collaborazione basata su pari dignità, invece di perdere tempo prezioso con atteggiamenti che con la parola civiltà hanno ben poco a che fare.

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