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IL CASO/ Il "matrimonio" che può sconvolgere la California (e non solo)

Pubblicazione:martedì 17 agosto 2010

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La Conferenza Episcopale Cattolica della California ha espresso sgomento per la sentenza: “Che il giudice possa considerare il matrimonio - istituzione pubblica da sempre nelle civiltà - irrazionale e discriminatorio è una grande ingiustizia per la stessa istituzione e finirà per incoraggiare ulteriormente la disintegrazione delle famiglie basate sul rapporto padre-madre. Senza dubbio gli omosessuali hanno diritto all’amore, alla compagnia e al supporto di un’altra persona, ma i tribunali non hanno il diritto di distorcere il significato del matrimonio”.

 

La dottoressa Jennifer Roback Morse del Ruth Institute afferma: “Il ragionamento con cui il giudice Walker ha annullato la ‘Proposition 8’ rende evidente la sua incomprensione dell’essenziale scopo pubblico del matrimonio, che è di unire padre e madre ai loro figli e tra loro. Il giudice sostituisce questo scopo pubblico con obiettivi privati rappresentati da sentimenti e desideri degli adulti. Quando il giudice Walker e quelli del suo stampo avranno finito non rimarrà del matrimonio nient’altro che un registro governativo di amicizie. Il problema fondamentale dell’unità dei figli con padre e madre sarà del tutto messo da parte e dovrà essere risolto in qualche altro modo”.

 

La “Proposition 8” è stata fortemente sostenuta dai votanti neri e frequentatori di una chiesa. Un’organizzazione per i diritti dei gay ha recentemente analizzato i risultati dei sondaggi sul voto, scoprendo che una larga parte dei votanti che si sono spostati durante l’intensa campagna media delle ultime sei settimane è rappresentata da Democratici con figli in casa sotto i 18 anni e che si dichiaravano preoccupati che lo stile di vita omosessuale venisse promosso nelle scuole. Il rapporto ha anche scoperto che, a causa di una certa confusione tra “sì” e “no”, i risultati dei sondaggi erano più vicini al 54% in favore del referendum.

 

Al centro della questione è una definizione di matrimonio che avrà ampi effetti sociali, a cominciare dalle adozioni, l’educazione nelle scuole pubbliche e il lavoro. Roger Severino del Becket Fund for Religious Liberty, la prestigiosa Fondazione che si occupa della difesa dei diritti religiosi, ha dichiarato: “Il semplice cambiamento della definizione di matrimonio apre la porta a un’ondata di cause legali contro istituzioni religiose sulla base delle leggi che vietano la discriminazione sulla base della situazione familiare e degli orientamenti sessuali. In più, istituzioni religiose che rifiutino di riconoscere la nuova definizione imposta dallo Stato potrebbero essere escluse dai programmi governativi, vedere ritirate le esenzioni fiscali e perfino perdere la possibilità di celebrare matrimoni civili”.

 

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