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LA STORIA/ 1. Parsi: il mio viaggio nella terra di confine tra due mondi

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Il conflitto, nel Caucaso più che altrove, è una forma assunta dalla relazione tra i popoli. È parte integrante di una storia che ritorna continuamente e che senza sosta si alimenta. E chiunque voglia accostarsi alle sue ragioni non può che farlo accantonando l’inconcludente ricerca delle responsabilità. 

 

Questa strategia è una delle ragioni del successo di “Rondine. Cittadella della Pace”, l’associazione fondata ormai diversi lustri fa da Franco Vaccari, nel contado di Arezzo. La sua intuizione, semplice ed efficace, è stata quella di provare a realizzare un percorso di pace a partire dall’esperienza quotidiana, per convertire i cuori e le menti. Educare concretamente alla convivenza coloro che si pensano nemici senza magari saperne nemmeno fino in fondo le ragioni.

 

Di lì l’idea di dar vita a uno studentato internazionale, in cui ospitare coppie di giovani provenienti da Paesi in conflitto: Utu e Tutsi, Israeliani e Libanesi, Georgiani e Abkazi, Armeni e Aseri, Russi e Ceceni, Serbi e Bosniaci, e avanti per le sconfinate teorie dei conflitti contemporanei.

 

Quando nell’estate del 2008 è divampata l’ennesima guerra che ha contrapposto i Georgiani agli Osseti e agli Abkazi, con l’attivo coinvolgimento russo, proprio dai ragazzi caucasici ospiti dello studentato ha preso corpo il progetto di riunire intorno a un tavolo inviati di tutte le popolazioni dell’area, per una “Conferenza Internazionale dei Popoli del Caucaso” (tenutasi effettivamente nel maggio 2009 al santuario della Verna).

 

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