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USA/ Albacete: i cattolici potranno “guarire” il senso di libertà americano?

Pubblicazione:mercoledì 18 agosto 2010

La statua della libertà (Foto Imagoeconomica) La statua della libertà (Foto Imagoeconomica)

Ho passato le ultime settimane in un posto dove la ricezione dei notiziari via cavo era molto limitata e non ho così potuto seguire le notizie in modo così approfondito come avrei dovuto per scrivere un articolo sulle due questioni che hanno tenuto banco in questa settimana (a parte il tempo apocalittico che è toccato a tutti): il diminuito appoggio alla guerra in Afghanistan e il probabile corso della discussione alla Corte Suprema sulla legalizzazione del matrimonio omosessuale.

 

Sono stato però colpito da un articolo, forse più importante, su come l’attuale cultura americana definisce e promuove l’ideale che supera tutti gli altri nella storia degli Stati Uniti, e cioè la libertà. Il critico letterario Lev Grossman è l’autore di questo interessante articolo di copertina sull’ultimo numero di Time Magazine. Oggetto dell’articolo è lo scrittore Jonathan Franzen, il cui ultimo romanzo Freedom è previsto in uscita alla fine di questo mese.

 

Grossman considera Franzen uno dei “grandi romanzieri americani”, il cui nuovo libro “ci mostra come viviamo attualmente”. Secondo Grossman, Franzen sta all’attuale modo di vivere americano come autori quali Fitzgerald e Hemingway stavano a quello dei loro tempi. Non ho letto il libro, ma se quanto dice Grossman è vero, tenderei a essere d’accordo sul fatto che Franzen, descrivendo l’attuale cultura americana, ha toccato la sostanza della questione.

 

“La parola libertà,” scrive, “riecheggia lungo tutto Freedom. Essa perseguita i suoi personaggi, emergendo anche da osservazioni casuali, nei testi delle canzoni, scritta sui muri”. In un’intervista per questo articolo, Franzen ha detto a Grossman: “Mi sembra che se vogliamo elevare la libertà al principio che definisce ciò che noi consideriamo cultura e nazione, dovremmo guardare attentamente a ciò che la libertà comporta nella pratica”. Commenta Grossman: “La cosa strana della libertà in Freedom è che ciò che non porta è la felicità”.

 

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