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LA STORIA/ 3. Parsi: i cento passi che dividono due continenti

Pubblicazione:giovedì 19 agosto 2010

Foto Ansa Foto Ansa

Il giorno dopo, così, la delegazione di Rondine oltrepassa la red line che segna il territorio tra Zugdidi (Georgia) e l'Abkhazia. Si tratta della prima volta che una delegazione così variegata e numerosa attraversa il check point sui luoghi del conflitto del 1992-93 e del 2008. Ancora una volta una striscia di terra di nessuno e tre posti di controllo militari dividono due territori in realtà uniti da un ponte. Ma per Rondine non ci sono problemi: con l'autorizzazione di entrambe le parti il passaggio è consentito.

 

Quel lembo di terra che divide due popoli in realtà fratelli è deserto: a parte le mucche che passano incuranti da una parte all'altra della strada e un asinello fa da taxi e porta le valige oltre il confine. Ad accogliere gli studenti, Franco Vaccari e tutta la delegazione di Rondine è Kan, anche lui (ex) studente: ed è commovente vedere l'abbraccio tra il ragazzo e Davit (di Tiblisi) che torna in questi luoghi dopo 4 anni.

 

La strada per arrivare a Sokhum è ancora devastata dai bombardamenti del 2008 e non c'è traccia di vita umana, di ricostruzione... Finalmente a Sokhum, Rondine ha importanti incontri istituzionali e civili, accademici e religiosi: compreso il rettore dell'Università, al quale consegna la speranza del suo antico collega. Una speranza oggi un po’ più vicina a divenire realtà.

 

(3 - fine) 

 

Per la descrizione della tappa in Abkhazia si ringraziano Serena Sartini e Chiara Savarino
Le foto allegate sono opera di Vittorio Emanuele Parsi e di Silvano Monchi

 

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