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SCENARIO/ Funzionerà il piano per unire Seul e Pyongyang?

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Lee Myung-bak, presidente della Corea del Sud (Foto:Ansa)  Lee Myung-bak, presidente della Corea del Sud (Foto:Ansa)

Una volta completata l’integrazione economica, l’ultima fase della strategia consisterebbe in una integrazione politica, cioè a dire nella riunificazione. «Le due Coree saranno in grado di rimuovere il muro dettato da differenti sistemi per istituire una comunità della nazione coreana che garantirà dignità, libertà e diritti fondamentali a tutti gli individui. Per mezzo di questo processo giungeremo alla riunificazione pacifica della Corea».

 

Al fine di implementare la sua strategia, Lee prevede due azioni prioritarie, una di carattere interno e una di natura esterna. La prima azione consiste - ed è una novità assoluta - in una tassa per la riunificazione. «La riunificazione accadrà - ha affermato il capo del Cheong Wa Dae - ed è quindi necessario iniziare a pensare circa modalità reali ed efficaci per preparare la riunificazione, quale è la creazione di una tassa per la riunificazione». L’azione esterna consta nel rafforzamento del rapporti con gli altri Stati del quadrante asiatico nordorientale, segnatamente Cina e Giappone.

 

Il Presidente Lee potrebbe aver deciso di esporre la propria strategia in una data significativa come il Gwangbokjeol perché mosso da due considerazioni. La prima consiste nel lanciare un segnale distensivo verso Pyongyang, da leggersi in parallelo al messaggio di fermezza proveniente dal recente e robusto rafforzamento dell’alleanza con gli Stati Uniti, pilastro fondante della politica estera di Lee (sono iniziate ieri le manovre militari congiunte “ordinarie annuali”, denominate Ulchi Freedom Guardian, le quali vedono la presenza di circa 56.000 soldati sudcoreani e quasi 30.000 unità statunitensi; le esercitazioni hanno suscitato l’evidente disappunto cinese ed ulteriori minacce da parte nordcoreana).

 

La seconda considerazione prende in esame l’eventualità - non remota - di un collasso economico e/o politico di Pyongyang. Il vicino settentrionale è attraversato non solo da una grave e perdurante crisi economica, ma anche da un clima di incertezza politica legato alla questione della successione dell’attuale dittatore Kim Jong-il. 

 

(Emanuele Schibotto - Equilibri.net)



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