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Esteri

IL CASO/ Sette motivi per dire no agli affari-killer delle multinazionali Usa sugli embrioni

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Diventa facile allora assistere a situazioni paradossali che tentano di giustificarsi pur non avendone i requisiti essenziali e allora vengono meno nello stesso tempo sia l’etica dell’intelligenza, che l’etica dei rapporti umani; sia l’etica che anima uno sviluppo sostenibile, che l’etica dell’informazione. Una debacle complessiva figlia del relativismo del nostro tempo, che si aggrappa disperatamente alla tutela di diritti individuali, che prescindono vistosamente dalle responsabilità sociali che pure dovrebbero avere.

 

 

E’ quanto è accaduto in questi giorni negli USA a proposito della decisione presa dalla FDA, Food and Drug Administration, che ha autorizzato una serie di esperimenti con cellule staminali embrionali in pazienti affetti da gravi lesioni midollari, con l’obiettivo di accelerare processi di tipo riparativo. Le procedure saranno sviluppate in collaborazione dalla Geron Corporation e dall’Università della California, di Irvine. Molti i motivi di perplessità che inducono a pronunciare un giudizio fortemente negativo su questa decisione della FDA. Può essere utile schematizzare almeno i principali, cominciando da quelli di natura scientifica, per arrivare gradatamente a quelli di natura etica e scoprire che gli uni e gli altri sono le due facce di una stessa medaglia.

 

 

Il primo motivo di critica ha un carattere generale che è facilmente ricavabile da tutta, ma proprio da tutta, la letteratura scientifica sull’argomento: nessun risultato positivo si è mai ottenuto in nessun laboratorio scientifico del mondo utilizzando le cellule staminali embrionali. Anzi ciò che emerge continuamente in quei laboratori che da anni utilizzano cellule staminali embrionali è che proprio la loro totipotenza le sottrae al controllo del ricercatore, che molte volte assiste ad una loro riproduzione indifferenziata che presenta caratteri di tipo tumorale.

 

 

Il secondo motivo di perplessità nasce direttamente dal precedente e ha una sua puntuale collocazione nello spazio e nel tempo. Solo pochi mesi fa, dopo aver ricevuto nel gennaio 2009 l’autorizzazione della FDA per procedere nella ricerca con le staminali embrionali, la sperimentazione aveva dovuto essere interrotta perché nei ratti utilizzati come cavie erano apparse delle cisti, che avevano destato gravi preoccupazioni.


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