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Esteri

ANTICIPAZIONE/ Waters: vi racconto chi è Mary McAleese, presidente dell’Irlanda

Tra gli ospiti internazionali del Meeting di Rimini di quest’anno anche il Presidente dell’Irlanda. Ce ne parla JOHN WATERS

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E importante notare che il Presidente della Repubblica dell’Irlanda non è un politico: questa posizione non ha quasi nessun potere operativo, ma solo alcune ristrette, benché importanti funzioni costituzionali. A voler essere sinceri, il ruolo è stato creato come un buen retiro per statisti vicini al pensionamento, da ricoprire tranquillamente per qualche anno per poi ritirarsi dalla vita pubblica. Un ruolo simbolico, una leadership senza potere, che comporta tuttavia lo status e il rispetto dovuti a un Capo dello Stato. Forse il suo creatore, Eamon de Valera, ha immaginato un ironico parallelo repubblicano con la monarchia del vicino Stato, il Regno Unito di Gran Bretagna e Irlanda del Nord.

Questo fino a vent’anni fa, quando il Partito Laburista decise di combattere le elezioni presidenziali del 1990 sulla base di un cambiamento del significato culturale della presidenza, scegliendo come candidato una donna, avvocato ed esponente del femminismo radicale. Si tratta di Mary Robinson che nel novembre 1990 venne eletta, primo presidente donna, tra la costernazione dei partiti conservatori. Nel frattempo le cose sono un po’ cambiate, ma a quell’epoca la Robinson fu considerata la rappresentante di una nuova Irlanda, più moderna e aperta all’esterno, benché avesse vinto le elezioni proprio minimizzando le sue credenziali radicali.

Sette anni dopo, alle nuove elezioni presidenziali, il partito maggiore, il Fianna Fail, dimostrando di aver compreso la lezione delle precedenti elezioni, candidò inaspettatamente una donna fino ad allora non direttamente coinvolta né con il partito, né con la politica. Interessante rilevare i punti di contatto con Mary Robinson: donna, avvocato, femminista, ma con in più altri elementi di maggiore interesse.

Mary McAleese, apparentemente simile a Mary Robinson, è in realtà completamente diversa. Proveniente da una famiglia nazionalista di Belfast, è cresciuta all’ombra di una guerra durata dalla sua adolescenza fino al primo anno della sua presidenza. A differenza della Robinson, che aveva aderito alla scuola “revisionista” della politica irlandese (i revisionisti cercavano di riscrivere la storia per controbattere le rimostranze dei nazionalisti, in buona parte a causa del senso di colpa e impotenza per la sanguinosa campagna dell’IRA), McAleese è una nazionalista con l’enne maiuscola e una decisa portavoce del suo popolo.

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