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ANTICIPAZIONE/ Waters: vi racconto chi è Mary McAleese, presidente dell’Irlanda

Pubblicazione:domenica 22 agosto 2010

Foto Imagoeconomica Foto Imagoeconomica

Mary McAleese, molto vicina alla scadenza del suo secondo mandato settennale, verrà quest’anno al Meeting di Rimini. Molto è cambiato nel frattempo. Il conflitto in Irlanda sembra aver trovato una soluzione che, in linea di massima, pare resistere bene. L’Irlanda è diventata in breve tempo ricca ed è ora, diciamo, non più proprio così ricca. Il nostro Paese è cambiato moltissimo e non del tutto in meglio. La presidenza di Mary McAleese è stata una delle poche cose rimaste costanti.

 

Il ruolo della presidenza è cambiato durante il suo mandato. Mary McAleese è stata “al di sopra della politica”, ma in un modo quasi trascendente, offrendo l’efficace simbolo di un’Irlanda che cerca di essere moderna secondo proprie modalità e non secondo quelle importate dall’esterno come un mantello per coprire la vergogna postcoloniale. In una società che continua a soffrire di un desiderio inconscio di imitare società più “sofisticate”, ha proposto un modello di modernità rispettosa della tradizione e un illuminismo con la “i” minuscola.

 

Mary McAleese comunica qualcosa dell’Irlanda di come era prima che cominciasse a cambiare così rapidamente, ed è molto amata perché appare come “una donna normale”, che può parlare sia a re e imam che a pensionati e casalinghe, ai protestanti e ai cattolici che vengono in visita all’Aras an Uachtarain, la Casa del Presidente. Forse perché non è mai stata un vero politico, non ha imparato quelle affettazioni che paiono contraddistinguere gli atteggiamenti dei politici, ma riesce a entrare in contatto con la gente in modo naturale e spontaneo.

 

Come presidente ha improntato la sua immagine sulla base del buon senso e il suo tema preferito della “costruzione di ponti”è basato sull’idea di incontro con altre posizioni senza annacquare la propria identità o le proprie convinzioni, ma coltivando il rispetto reciproco per opinioni sostenute sinceramente. Il suo ruolo nel processo di riconciliazione è stato molto importante, soprattutto nel ricostituire le relazioni tra le persone che, in Irlanda, rappresenta un punto essenziale per il superamento delle differenze ideologiche. Ora è molto apprezzata anche dai protestanti e dagli unionisti.

 

Noi irlandesi siamo orgogliosi del nostro presidente, in un periodo il cui il nostro orgoglio è stato frustrato in molte altre cose. Lei è dei “nostri” come pochi altri politici lo sono. In una società traumatizzata dalle difficoltà economiche e dagli scandali sugli abusi da parte di religiosi e sulle loro coperture, la sua è stata costantemente una voce di richiamo alla ragione e alla comprensione. 

 

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