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MEETING/ 2. McAleese: ecco la nuova Irlanda, oltre l’odio e lo spirito settario

Pubblicazione:lunedì 23 agosto 2010

Mary McAleese, presidente d'Irlanda Mary McAleese, presidente d'Irlanda

Ringrazio gli organizzatori del Meeting e tutte le persone venute qui, a Rimini, per essere parte di questo grande raduno, questo raduno che cerca di stabilire amicizie tra estranei, attraversando le tante faglie della differenza e della diversità. L’esperienza ci dice che il genere umano ha spesso sconvolto la storia attraverso un grande male e una sconvolgente indifferenza. Ma qui a Rimini noi crediamo che la bontà e la grandezza di cui è capace il genere umano siano non solo molto più potenti della nostra depravazione, ma che la totalità del nostro destino umano rimane incompiuto finché siamo vittime o protagonisti delle culture di demonizzazione.

Questo pomeriggio vorrei guardare alla storia dell’Irlanda e alle forze che in questo momento stanno trasformando la nostra lunga storia di conflitto politico in una storia di riconciliazione e buon vicinato.

 

Il primo Presidente dell’Irlanda, Douglas Hyde, disse: “L’odio è una passione negativa. È forte, fortissimo nel distruggere, ma non serve a niente per costruire. Invece, l’amore è come la fede; può spostare montagne e con fede, abbiamo montagne da spostare”.

 

L’Irlanda ha saputo resistere durante una montagna di storia infelice che ha portato a un’organizzazione poco funzionale dei rapporti interni all’isola, e dei rapporti tra Irlanda e Gran Bretagna. Sebbene tutti i protagonisti fossero nominalmente cristiani, il rancore tra protestanti e cattolici, tra Nazionalisti irlandesi e Unionisti britannici è stato tossico, e si è trasmesso di generazione in generazione per secoli. Non è per caso che il movimento che ha affrontato questa disfunzione ha preso nel XX secolo un vigore maggiore dei tentativi simili compiuti dalle generazioni precedenti.

 

La mia generazione è stata la prima ad avere beneficiato di un largo accesso all’istruzione, la prima a crescere con le parole della Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo, che proclamano la dignità e il diritto all’uguaglianza di tutto il genere umano, la prima ad essere nata dopo l’oltraggioso inutile massacro di due guerre mondiali, la prima a vedere il mondo di vecchi imperi sbriciolarsi e appassire, e a vedere l’idea di democrazia affermarsi ovunque nel mondo.

 

L’Irlanda è diventata parte dell’Unione Europea, quella avventura notevole intrapresa al fianco di altre nazioni che si erano combattute per secoli l’una contro l’altra. Fino ad allora noi avevamo vissuto tutti profondamente immersi in culture di demonizzazione reciproca, ma ora la dinamica è cambiata, è stata fatta per cambiare, e questi cambiamenti hanno avuto alla loro base una ferma riconciliazione tra nazioni, un rispetto per la sovranità di ogni Stato membro, l’affermazione di una dignità innata dell’individuo e un impegno a costruire un’Europa che difende e lotta per i diritti umani.

 

I popoli di oggi dell’Irlanda, dell’Irlanda del Nord e della Gran Bretagna hanno fatto anche uno sforzo rimarchevole con l’Accordo del Venerdì Santo, nel 1998, per muoversi oltre quel ciclo continuo di offese che si erano accumulate nella storia, fino ad arrivare a un orizzonte di relazioni fresche, che possono offrire libertà, giustizia, uguaglianza e pace a tutti.

 

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