BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |

Esteri

MEETING/ 2. McAleese: ecco la nuova Irlanda, oltre l’odio e lo spirito settario

Mary McAleese, presidente d'IrlandaMary McAleese, presidente d'Irlanda

 

Sia i trattati dell’Unione Europea sia l’Accordo del Venerdì Santo sono sorretti dal rispetto per il dialogo democratico e i diritti umani, l’uguaglianza di tutti i cittadini e il diritto di rivendicare questa eguaglianza. E la cosa più importante è che sono sostenuti dal supporto della stragrande maggioranza dei cittadini.

 

Ci sono alcuni che si dedicano ancora alla violenza e quelli che sposano ancora lo spirito settario, ma ora le loro azioni provocano una commovente solidarietà inter-comunitaria in favore della pace, dove prima le avrebbero soltanto spinte di corsa a rifugiarsi nei loro rispettivi bunker settari. Ora non più.

 

Sono cresciuta in una comunità del nord Irlanda divisa al suo interno, dove le nostre storie personali sottolineavano e si concentravano sulle differenze, sulle cose che ci separavano gli uni dagli altri e ci impedivano di avere fiducia reciproca. Ciascuno raccontava la storia a modo suo, e in ciascuna delle due versioni l’altro era denigrato. I vicini con differenti convinzioni politiche vivevano così fianco a fianco, ma in un’abietta e pericolosa ignoranza reciproca. Eppure questi racconti distintivi ben confezionati e separati minimizzavano altre realtà molto importanti, la nostra storia condivisa, i nostri problemi comuni, la nostra interdipendenza e le opportunità sprecate che noi buttavamo via trascurando il potenziale che la collaborazione tra noi offriva. Voci coraggiose hanno iniziato a chiedersi se potessimo trovare un sistema gestito per lavorare insieme.

 

Non sempre i loro sforzi iniziali hanno avuto successo, ma passo dopo passo, grazie allo sforzo schietto di tentare e non arrendersi mai, sono riusciti ad approdare a una comprensione più completa dei problemi di ciascuna parte. Hanno iniziato a vedere la possibilità di un dialogo come una strategia alternativa per il riconoscimento delle loro ambizioni politiche. Una parte di loro sono diventati leader dell’allontanamento dalla violenza verso la risoluzione del conflitto attraverso il dialogo e la costruzione del consenso.

 

Ma non è stata una folgorazione sulla via di Damasco. Il filosofo irlandese del XVIII secolo Edmund Burke diceva: «Non disperare; ma se ti capita di farlo, continua a lavorare nella disperazione». È una bella descrizione del processo per cambiare i cuori dalla guerra alla pace. Attraverso un impegno accurato di persuasione senza tregua di una massa critica di cittadini che concordano sul fare i sacrifici e i compromessi necessari per costruire un nuovo futuro di uguaglianza per tutti.

 

Clicca >> qui sotto per continuare l’articolo